Alcamo, Pitò (ABC) vice-presidente del consiglio comunale. “Inciucio” imposto e votato solo dal M5S

Gino Pitò, ingegnere, appartenente al movimento Alcamo Bene Comune e anche sottoscrittore del documento costituente il Forum Civico, è il nuovo vice-presidente del consiglio comunale. Prende il posto dell’avvocatessa Giovanna Melodia, del Movimento 5 Stelle, dimessasi dalla carica dopo uno dei recenti maldipancia all’interno dei grillini. L’elezione di Pitò, che voleva essere un’apertura
da parte della maggioranza pentastellata nei confronti dell’opposizione, ha invece preso una direzione diametralmente diversa. Nessuna apertura bensì un’imposizione sempre da parte della maggioranza consiliare.

I 5 Stelle non hanno dato alcuna possibilità di scelta alla minoranza. ‘La carica di vice-presidente – hanno praticamente detto – va a voi ma la decidiamo noi. Il nome è Pitò e resta tale’. Insomma
l’esponente di ABC non rappresenta per niente l’intero consesso civico ed anzi, alla luce del metodo utilizzato per la sua elezione, appare davvero il risultato di un bell’inciucio. Lo dicono anche i numeri della votazione. In aula, al momento del voto, erano presenti 12 consiglieri di maggioranza e due di ABC. Il neo vice-presidente
avrebbe dovuto quindi ottenere almeno 14 preferenze ed invece ne sono pervenute 13. Un franco tiratore, certamente non Mauro Ruisi, collega di scuderia dell’eletto, che potrebbe rappresentare un altro maldipancia all’interno dei pentastellati.

Tutti gli esponenti della minoranza hanno invece votato, in maniera
compatta, scheda bianca. “Nulla da dire – hanno specificato – sulle qualità di Gino Pitò ma il metodo non è stato per nulla democratico e né tantomeno di apertura”. Insomma visto che l’esponente di ABC, fresco di elezione alla vice-presidenza del consiglio comunale di Alcamo, non rappresenta per nulla lo schieramento cui appartiene, quello di opposizione, farebbe bene a dimettersi al fine di intavolare una trattiva che possa davvero far scaturire una vice-presidenza all’unanimità e senza polemiche.

Se Pitò decidesse invece di rimanere in carica, potrebbe alimentare quelle voci che lo considerano frutto di un vero inciucio politico. Per carità, ad onor del vero, mai Pitò e il suo gruppo hanno mostrato di volere essere stampella o aiuto per una maggioranza pentastellata talvolta in difficoltà, ma è altrettanto vero che lo stesso neo vice-presidente, nella sua grande mole di attività consiliare, ha sempre assunto una posizione costruttiva e propositiva. Inoltre quasi mai ha dissotterrato l’ascia di guerra anche in quei casi in cui sarebbe stato
necessario sbattere i pugni. Il M5S ha quindi premiato la sua preparazione e il suo buonismo. O sotto traccia c’è dell’altro?