Alcamo-Ospedale e la crociata per il punto nascite

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Fare un richiesta non costa nulla. Anzi forse è l’occasione per farsi un giro sui mass media per godere di un momento di visibilità. Quando invece prima di pubblicare un notizia va valutata e se il caso cestinata. Da qualche giorno ad Alcamo viene sollecitata la riapertura del punto nascite al San Vito e Santo Spirito. Il primo a riesumare la vicenda è stato un consigliere comunale di lungo corso Giacomo Sucameli che oggi milita nel movimento CentrAli. Ora a dare man forte all’iniziativa è sceso in campo anche un sindacato: il Nursid che ha inviato una nota con la richiesta all’Asp, all’assessorato regionale alla Salute e naturalmente al sindaco di Alcamo. Iniziative lodevoli e ben vengano, se fosse possibile, avere nuovi reparti o il ritorno di servizi aboliti all’ospedale San Vito e Santo Spirito. La neonatologia ad Alcamo ebbe il periodo di maggiore fulgore, quando è stato primario il dottor Giovanni Bavetta, che inaugurò anche il parto in acqua. In quel periodo d’oro dei parti ad Alcamo si sfiorarono le 500 nascite. Ma va anche sottolineato che tantissimi alcamesi hanno sempre preferito gli ospedali palermitani per far nascere i propri figli. Il servizio ad Alcamo, presieduto da Giovanni Bavetta e dalla sua equipe, era molto apprezzato. Col tempo le nascite calarono notevolmente a causa dei continui lavori di manutenzione all’ospedale di Alcamo che ridusse spazi e posti letto. Tale situazione venne fatta presente all’allora Usl, ma la dirigenza non ne tenne conto. Poi subentrò la legge nazionale che lasciava aperti i punti nascita qualora i parti superassero il numero di 500. Tantissimi vennero chiusi e tra questi quello di Alcamo. Nonostante l’ospedale San Vito e Santo Spirito veniva piano piano ridimensionato non si fu quella mobilitazione degli alcamesi che la vicenda ospedale meritava, nonostante gli appelli da parte delle forze politiche e sindacali. Così passò sotto silenzio la chiusura dell’ortopedia, trasferita a Salemi nonostante quella alcamese, diretta da Ettore Signorello, fosse la più produttiva della provincia di Trapani. Il silenzio è stato strumentalmente squarciato durante le campagne elettorali. Ma questi oratori sul palco dov’erano quando era necessaria la mobilitazione? Criticare è sempre più facile che operare. Ora si torna a parlare del punto nascite. Giusto. Ma aggiungiamo che la richiesta a riduttiva poiché per un punto nascite occorre ripristinare reparti come la neonatologia e la pediatria. Parlare solo di punto nascita senza soffermarsi sui servizi necessari per farlo funzionare francamente appare molto riduttivo e senza speranza di centrare l’obiettivo. E poi come dicevano all’inizio chiedere non costa nulla ed ha il vantaggio di un giro sui mass media. Poi il nulla.