Fallimento Gea, torna in libertà l’imprenditore Artale

Il tribunale del Riesame ha rimesso in libertà l’imprenditore alcamese Giuseppe artale, 56 anni, molto noto nel settore casalinghi e, una decina di anni fa, a capo delle massime società sportive alcamesi di basket. Accolto quindi il ricorso presentato dall’avvocato Tiziana Pugliesi: “Siamo soddisfatti dell’annullamento – ha detto il legale – dell’ordinanza custodiale. Confidiamo adesso di poter chiarire l’estraneità del signor Artale ai fatti contestatigli”. Gli arresti domiciliari erano scattati il 6 marzo scorso dopo le indagini portate avanti da circa 5 anni dalla Guardia di Finanza di Alcamo.

L’ex titolare della Magazzini Gea è accusato di aver fatto nascere nuove società per far confluire in esse beni e capitali provenienti da altre imprese fallite. Il più classico dei sistemi per tentare di eludere i controlli e non pagare i dipendenti e gli altri creditori. Giuseppe Artale è quindi stato posto ai domiciliari mentre altre 10 persone sono state indagati tra imprenditori, commercialisti e prestanome nullatenenti. Per l’ex patron del basket alcamese e titolare dei magazzini Gea, società poi fallita, le accuse ipotizzate sono di bancarotta fraudolenta ed intestazione fittizia di beni; per gli altri 10 indagati le accuse a vario titolo sono molteplici sono bancarotta fraudolenta, frode fiscale, intestazione fittizia di beni e illecito trasferimento di denaro. Adesso il Riesame di Palermo non ha ritenute valide le motivazioni della custodia cautelare assunte dal Gip del tribunale di Trapani. Giuseppe Artale è quindi ritornato in libertà in attesa della decisione sul rinvio a giudizio.