Alcamo, condanna definitiva a 10 anni per usuraio

La sentenza della Cassazione è stata emessa a Roma alle 20 di ieri sera. A mezzanotte la polizia di Alcamo ha bussato alla porta della sua abitazione per fare scattare le manette. E’ stato quindi tradotto al carcere di Trapani l’alcamese Alberto Galofaro, 50 anni, che dovrà scontare una pena di dieci anni per una vicenda legata a prestiti usurai, le cui indagini vennero avviate da polizia e carabinieri undici anni fa. Per Alberto Galofaro si sono dunque aperte le porte del carcere dopo una serie di procedimenti, iniziati grazie ad una vittima: un alcamese che denunciò prestiti usurai, che secondo gli accertamenti variavano dal 60 al 200 per cento. Alberto Galofaro in primo grado venne condannato dai giudici del tribunale di Trapani a 16 anni di reclusione. Vennero inflitti due anni in più rispetto a quelli richiesti dal pubblico ministero Rossana Penna. In appello la pena venne ridotta a dieci anni. In primo grado gli venne anche inflitta una multa di 45 mila euro, deciso il sequestro di vari immobili, moto, auto e imbarcazione e confische e riconosciuto il diritto al risarcimento all’Associazione antiracket e antiusura di Alcamo, che si costituì parte civile. Con la sentenza definitiva emessa ieri sera a Roma dalla Cassazione si concludono dopo quasi undici anni indagini e sentenze nei confronti ai Alberto Galofaro, rinchiuso al San Giuliano.