Alcamo: amministrative 2012, Cga in camera di consiglio

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Il collegio dei giudici del Consiglio di giustizia amministrativa si è ritirato in camera di consiglio. Ieri l’atto finale dell’infinita querelle legata attorno alle torbide amministrative del 2012 ad Alcamo. Sono state ascoltate le ragioni di entrambe le parti in causa: da una parte il candidato sindaco che venne sconfitto alle scorse amministrative, Niclo Solina del movimento Abc che ha presentato ricorso, i cui legali hanno evidenziato ancora una volta l’anomalia di centinaia di voti errati tutti uguali; dall’altra gli avvocati che difendono il sindaco in carica, Sebastiano Bonventre, che invece hanno sostenuto la regolarità delle elezioni sostenendo anzi che in fase di riconteggio dei voti la prefettura di Trapani ha assegnato altre 18 schede in più rispetto allo sfidante, mettendo quindi in risalto che non ci sarebbe stato alcun sistema. Ora il consiglio di giustizia amministrativa dovrà emettere la sentenza che dovrebbe chiudere definitivamente il cerchio attorno a queste tormentate amministrative alcamesi di due anni e mezzo fa. In particolare il Cga deve pronunciarsi sul pacchetto di 476 voti contestato da Solina e su cui la prefettura in fase di riconteggio non ha voluto esprimersi, rimettendo quindi ogni decisione al tribunale amministrativo. In tutta la vicenda da considerare che la Procura parallelamente sta portando avanti un’inchiesta, che si è spezzata in due tronconi e che ha portato ad indagare complessivamente su 15 persone facenti parte dell’entourage politico a sostegno di Bonventre tra cui l’ex senatore Nino Papania, che avrebbe fatto emergere promesse di voti in cambio di soldi, cibo e posti di lavoro. Il tutto si sarebbe tramutato, secondo l’indagine, in un voto controllato con evidenti segni apposti sulle schede assegnate a Bonventre. Lo stesso Cga, che inizialmente non aveva concesso la verifica dei voti e quindi la riapertura delle urne, alla fine alla luce di questa indagine ha accolto la richiesta di Solina e dei suoi legali. L’esponente di Abc fa molto leva su quanto attestato dal consiglio di giustizia amministrativa nel giustificare il motivo della verifica delle schede: nel dispositivo viene scritto che “vi è stato un articolato e organizzato sistema di voto in cambio di denaro”. Questi voti contestati avrebbero tutti la stessa modalità: un enorme segno “x” a sbarrare tutto il riquadro con le liste a sostegno di Bonventre. La verifica dei voti in prefettura ha portato all’assegnazione di 18 voti in più a Bonventre, ritenuti validi. Da considerare che in tutto questo marasma l’attuale primo cittadino in carica ha sottolineato che aspetta con serenità e fiducia il verdetto del Cga e che è pronto a lasciare il posto se la giustizia dovesse appurare situazioni anomale e illegali attorno alla sua elezione. Bonventre ha sempre presole distanze da quanto è trapelato dalle indagini, sostenendo che la sua campagna elettorale è stata lontana da queste logiche.