Vincenzo Bosco torna in carcere

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È stata eseguita ieri dalla Sezione Criminalità Organizzata della polizia di Stato, insieme agli investigatori dei Commissariati di P.S. di Alcamo e Castellammare del Golfo, l’ordinanza di ripristino della custodia cautelare in carcere emessa dalla Sezione per il Riesame del Tribunale di Palermo, a carico del castellammarese 50enne Vincenzo Bosco. L’operaio è indagato per il reato di tentata estorsione aggravata dalla modalità mafiosa. La misura restrittiva ripristina la custodia cautelare in carcere a cui Bosco era stato sottoposto il 19 giugno dello scorso anno, quando, nel corso della Operazione Crimiso era stato arrestato insieme ad altri 11 soggetti ritenuti appartenenti alle famiglie mafiose di Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi.

Attraverso le indagini era stato ricostruito l’organigramma dei vertici di questo ramo di Cosa Nostra trapanese, oltre ad una serie di reati commessi dagli indagati, in particolare alcuni attentati incendiari ed alcune estorsioni ai danni di operatori economici di tutti e tre i Comuni.

Bosco, che presto verrà processato con la formula del rito abbreviato, in particolare, è indagato per una tentata estorsione commessa in concorso con il 33enne Diego Rugeri ai danni di alcuni ristoratori castellammaresi, all’indirizzo dei quali erano stati diretti anche atti intimidatori.

Vincenzo Bosco, su ricorso presentato dai suoi legali, era stato scarcerato lo scorso 16 ottobre con provvedimento del Tribunale del Riesame di Palermo, che aveva accolto favorevolmente alcune memorie difensive.

Provvedimento poi impugnato Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Palermo – Pm. Carlo Marzella e P. Padova – e annullato dalla Suprema Corte di Cassazione. Il Tribunale per il Riesame di Palermo ha infine deciso per il ripristino della misura cautelare.