Vescovo interviene su padre Crociata e si dissocia. Nota-stampa forte, che però manca su fatti più gravi

Il grandissimo clamore mediatico causato dalle esternazioni su facebook da Michele Antonio Crociata, sacerdote e storico castellammarese, ha spinto ad intervenire anche il vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli. Il prete di Castellammare del Golfo, anche giornalista pubblicista, in risposta ad un commento del corrispondente dell’ANSA, Gianfranco Cirscenti, che invitava le donne a denunciare la prima pur minima violenza subita dal compagno, aveva scritto di non esagerare e di rivalutare il valore del perdono. Aggiungendo poi, nel corpo del discorso, che mai si deve però esagerare nei litigi e nei nervosismi, quindi nelle violenze.

Quest’ultima frase incidentale, però, è stata forse letta da pochi e tutti, in primis le testate giornalistiche, hanno invece puntato il dito contro il sacerdote. Anche in questo delicato e triste argomento, quello della violenza sule donne, ci si è riusciti a spaccare ed a mettere contro schieramenti di sinistra, di destra e di qualsiasi altra ideologia. Adesso è arrivata la nota del vescovo di Trapani che subito ha voluto specificare che padre Crociata è attualmente ‘in pensione da uffici pastorali’ e che le sue esternazioni sono soltanto opinioni personali e non riflettono il pensiero, la valutazione e l’accompagnamento pastorale della Chiesa che condanna ogni tipo di violenza.

“Pur tenendo conto di eventuali forzature mediatiche,- si legge nel comunicato del vescovo –  è la stessa disapprovazione sociale, coralmente manifestata nei suoi confronti, a rivelare la debolezza della posizione di don Cruciata: le sue esternazioni non si possono condividere in nome di valori civili e umani e ancor meno in nome di virtù che si vogliono far passare come cristiane. La Diocesi auspica infine un uso sempre più responsabile delle notizie e delle opinioni per evitare ‘battaglie di parole’ che invece di costruire e custodire il senso profondo della persona e della comunità – ha concluso monsignor Fragnelli – ne svuotano la ricchezza e la verità”.

Di certo padre Crociata ha sbagliato tempi, luoghi, metodi e parole per esprimere il suo pensiero, come già fatto altre volte su argomenti poco consoni alla missione della Chiesa, ma non sappiamo, però, se su tale vicenda fosse davvero necessario l’intervento in prima persona del vescovo, o piuttosto del Papa, proprio nel giorno in cui un sacerdote viene condannato, anche in secondo grado, per abusi sessuali su minori (un giovane gambiano adescato in strada nel 2017). Vero è che si tratta di un prete di un’altra diocesi (Mazara del Vallo), confinante con quella di Trapani, ma l’argomento appare molto più meritevole di quello di padre Crociata. Nessuna nota stampa, inoltre, è mai stata emanata da parte della Chiesa, sia in diocesi a Trapani e al Vaticano, per prendere posizione sulle vicende dell’ex vescovo Francesco Miccichè, accusato di reati certamente gravi, e per spiegare come mai lo stesso alto prelato non sia mai stato cancellato, dopo la rimozione dalla carica, dagli elenchi dei vescovi e nemmeno abbia mai subito la sospensione a divinis.