Partinico, è ancora Covid-Hospital. Rimane in funzione il pronto soccorso

Ci risiamo. L’epidemia ha ripreso a galoppare e l’ospedale Civico di Partinico, nonostante le battaglie di un cartello di associazioni e l’intervento dei sindaci del territorio, diventa nuovamente covid-hospital. Da questa mattina sono già cominciate le operazioni propedeutiche. Stop all’accettazione e ai ricoveri e via alle dimissioni o a trasferimenti in altri presidi ospedalieri del palermitano. Nell’ospedale partinicese, secondo la circolare urgente diramata proprio questa mattina, continuerà però a funzionare il pronto soccorso con tutte le attività di consulenza collegate e il servizio di radio-diagnostica. Rimarranno anche 6 posti-letto di osservazione breve. L’emergenza-urgenza sarà dotata di un’ampia area grigia predisposta dalla protezione civile per dare sicurezza all’utenza.

Tutti gli altri reparti dell’ospedale di Partinico non funzioneranno più. I pazienti di ortopedia e di traumatologia potranno appoggiarsi alla clinica privata Igea mentre una mano nelle altre patologie, come già capitato da marzo a maggio, dovrà essere data dal vicino San Vit e Santo Spirito di Alcamo. Il covid-hospital di Partinico avrà, fin da subito, 34 posti letto che potranno essere estesi fino a 80. Sarà anche dotato di 30 postazioni di terapia intensiva e 4 di semi-intensiva. Il presidio diventerà anche centro regionale di cura e accoglienza dei malati psichiatrici affetti da covid. Tutti i ricoverati potranno utilizzare la diagnostica per immagini ma soltanto in una fascia oraria ristretta. Le attrezzature e i locali verranno quindi sanificati per consentirne l’utilizzo alla normale utenza. Le nuove disposizioni dell’ASP di Palermo riguardano anche la guardia medica di Partinico di via Benevento che adesso, a supporto del pronto soccorso dell’ospedale, funzionerà 24 ore su 24.

Rispetto alla precedente conversione, quella di marzo, i partinicesi scesi sul piede di guerra hanno ottenuto qualcosa in più ma non sono assolutamente soddisfatti. Ce l’hanno soprattutto con l’assessore regionale alla salute Ruggero Razza e con il direttore generale dell’ASP Daniela Faraone che fra l’altro, il 21 ottobre prossimo, dovrebbe lasciare l’incarico.