Oltre mezzo milione di euro di beni sono stati sequestrati a Gaetano Riiina, 84 anni, residente a Mazara del Vallo, fratello del più noto boss indiscusso di Cosa nostra Totò, recentemente deceduto e condannato a diversi ergastoli. Ad emettere il provvedimento la Procura Distrettuale Antimafia di Palermo e ad eseguirlo i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani nell’ambito dell’operazione che punta a colpire le famiglie mafiose di Corleone e Mazara del Vallo. I militari hanno sequestrato un’abitazione di 10 vani a Mazara, acquistata nel 2005 da Maria Concetta Rita Riina, figlia di Gaetano, e 7 rapporti bancari riconducibili alla stessa famiglia corleonese. L’indagine ha consentito di accertare un’evidente differenza tra i redditi dichiarati da Gaetano Riina ed il valore dei beni a lui intestati o comunque a lui riconducibili. Il fratello dell’ex boss di cosa nostra è detenuto presso il carcere di Torino dal 2011, anno del suo arresto per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata. Il provvedimento, che fa seguito al sequestro effettuato nel luglio del 2017 a carico di Totò Riina si inserisce nella manovra investigativa finalizzata a disarticolare le famiglie mafiose. L’indagine patrimoniale ha consentito di accertare un’evidente differenza tra i redditi dichiarati da Riina ed il valore dei beni a lui intestati o comunque  a lui riconducibili. “Può dedursi – scrive la Procura – che Gaetano Riina, negli anni, si sia avvalso di mezzi e di disponibilità finanziarie illecite, derivanti dalla sua appartenenza all’associazione di tipo mafioso”. Da qui si è accertata anche la derivazione illecita dell’abitazione sita a Mazara del Vallo, acquistata nel 2005 dalla figlia Maria Concetta. Ingiustificata secondo gli inquirenti la disponibilità della provvista necessaria ad effettuare le ingenti spese connesse ai lavori di ristrutturazione dell’immobile. Da tutti conosciuti come “Zio Tano”, divenne un punto di riferimento per diversi mafiosi che andavano da lui per ricevere consigli, tanto che nel 1982 venne nominato consigliere della famiglia di Corleone, ma probabilmente, durante l’ultimo periodo in cui non era ancora in galera, ha ricoperto anche il ruolo di boss di strada. Nel 2016, nonostante fosse recluso, viene scoperto che Gaetano Riina era in accordo con il clan dei Casalesi per trasportare frutta e verdura da Roma alla Sicilia e la ditta prescelta per il trasporto fu la Autofrigo Marsala, diretta da Carmelo Gagliano.

 

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