Il mistero delle armi del facoltoso yankee atterrato a Birgi. Detiene il 51% di un’azienda di Santa Ninfa

Un rompicapo per gli inquirenti. Potrebbe essere plausibile, infatti, che un cittadino statunitense possa non sapere che in Italia alcune armi siano vietate ma non avrebbe senso, in tal caso, schermarle per il passaggio al ‘metal-detector’ o nasconderle fra le coperte. Fra l’altro il facoltoso imprenditore, fermato e arrestato all’aeroporto ‘Vincenzo Florio’ di Birgi, dovrebbe conoscere le norme italiane in quanto è socio di un’azienda di Santa Ninfa, la “Pure Heart Sicily”, una srl che si occupa di coltivazioni agricole e di allevamento, di cui detiene il 51%.

Patrick Joseph Horan, 64 anni, atterrato nella tarda mattinata di ieri all’aeroporto di Trapani-Birgi, a bordo di un jet privato decollato da Valdice (Florida), è stato così arrestato perché trovato in possesso di armi e droga. Ad un controllo eseguito a bordo del velivolo, congiuntamente da polizia, guardia di finanza e agenzia delle dogane, sono state trovate due pistole calibro 38 con relative munizioni, una carabina ad aria compressa, due archi, circa un chilo di marijuana e farmaci (anfetamine) di genere vietato.

Le due pistole erano schermate da alcuni pesi a cavigliera mentre, avvolti in alcune coperte, sono stati ritrovati la carabina ad aria compressa (con potenza superiore a quella consentita in Italia per la libera vendita) e due archi da tiro con relative frecce. Il facoltoso statunitense, inoltre, nascondeva in alcune borracce di alluminio, diverse buste di marijuana per un peso complessivo di oltre un chilogrammo, funghi di tipo allucinogeno ed alcune compresse di prodotti anfetaminici.

Il mistero si infittisce ulteriormente perché Patrick Joseph Horan, finito in carcere, non appena messo piede a terra, con l’accusa di introduzione nello Stato di armi e sostanze stupefacenti, era salito a bordo del jet esibendo un passaporto annullato. In questa maniera il facoltoso statunitense, che vie a Boca Raton, nella contea di Palm Beach, avrebbe tratto in inganno l’ignaro pilota del velivolo.