Cutrara, La Sala chiede interrogatorio. Rizzo deposita perizie tecniche

Udienza abbastanza interlocutoria, quella di ieri del processo ‘Cutrara’, al tribunale di Palermo dinanzi al Gup Annalisa Tesoriere. Durante i lavori, cominciati a tarda mattinata, anche il comune di Castellammare del Golfo ha inoltrato domanda di ammissione come parte civile dopo l’incarico affidato all’avvocato marsalese Antonino Rallo.

Il giudice non si è comunque espresso nè sulla richiesta dell’ente locale castellammarese e nemmeno su quella della Fondazione Caponnetto. Sempre ieri ha chiesto di costituirsi come parte offesa, difese dall’avocato Stefano Lucido, la vittima di un ulteriore fascicolo suppletivo presentato dai PM, quello a carico di alcuni indagati, per danneggiamento e incendio di un mezzo agricolo a Calatafimi.  Anche qui il GUP dovrà ancora pronunciarsi così come per le richieste avanzate dall’Associazione Antiracket e Antiusura Alcamese, da Codici, da Castello Libero e dall’Associazione Antiracket di Trapani. La decisione sarà assunta nella prossima udienza già fissata per mercoledì 10 marzo. Dovrebbero essere più di una decina gli indagati che andrebbero a scegliere il rito abbreviato e tra questi anche il sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Rizzo.

I suoi avvocati, Giacomo Frazzitta e Fabrizio Biondo hanno comunque depositato altra documentazione e perizie tecniche di parte. Il boss Francesco Domingo, detto Tempesta, potrebbe invece optare per il rito ordinario. A proposito di Domingo è venuto fuori ieri un fatto nuovo riguardante colui che dall’accusa viene ritenuto uno dei suoi collaboratori più fidati. Daniele La Sala, difeso dall’avvocato alcamese Vito Di Graziano, ha infatti chiesto di essere interrogato. Dalla sua deposizione e dalle domande dei legali dei vari imputati potrebbero nascere nuove situazioni processuali. Un’altra richiesta è stata avanzata da Aurelio Cacciapalle, difensore del 79enne Felice Buccellato.

Il legale ha prospettato una consulenza medica per le condizioni di salute precarie e mentali del suo assistito sia all’epoca die fatti contestati che adesso al fine della partecipazione al processo. Altra novità dell’udienza di ieri la richiesta di patteggiamento di condanna, con pensa sospesa, presentata dall’avvocato Massimo Gagliardo per Vito Di Benedetto, 54 anni, accusato di favoreggiamento aggravato all’associazione mafiosa.