Gli arresti a Salemi per mafia, chiesta rogatoria per maxi riciclaggio

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La Procura  della repubblica di Palermo ha presentato una richiesta di rogatoria in Germania per indagare su un maxi-riciclaggio da 12 milioni di euro che mafiosi di Salemi vicini a Matteo Messina Denaro avrebbero messo a segno per conto dei clan palermitani. La circostanza è emersa nel corso dell’inchiesta che martedì  scorso ha portato a undici misure cautelari. Arrestati, tra gli altri, i presunti  protagonisti principali dell’operazione Salvatore Angelo, imprenditore condannato per aver gestito gli investimenti nelle energie rinnovabili dell’ex latitante Matteo Messina Denaro di Castelvetrano e il figlio Andrea. Per spostare i soldi dei clan mafiosi palermitani avrebbero sfruttato il circuito internazionale Swift, metodo usato per trasferire all’estero somme di denaro non rendendolo più tracciabile. Le operazioni di riciclaggio scoperte dai carabinieri sono due per diversi milioni di euro.  Le persone oggetto di indagini avevano grande competenza con strumenti finanziari e ciò avrebbe consentito di trasferire all’estero le somme nascondendone l’origine. Ai due, ritenuti dagli investigatori, i protagonisti principali dell’indagine, Salvatore e Andrea Angelo, imprenditori di Salemi si sarebbe rivolto il capomafia palermitano Michele Micalizzi per trasferire il denaro sporco della cosca. Mente finanziaria del piano sarebbe Giuseppe Burrafato che avrebbe potuto contare su imprenditori compiacenti (alcuni stranieri) e «ambigui personaggi del settore», scrive il gip. Cinque anni fa sarebbero stati trasferiti 12 milioni della mafia dal conto della Deutsch Bank a una filiale della Hsbc.  Nell’indagine sono coinvolti anche una donna: «una signora che ha 40mila palle, conosce tutto il mondo, 4 o 5 lingue», dicevano di lei gli indagati e imprenditori spagnoli e irlandesi. Tutti i soggetti che partecipavano al piano venivano retribuiti. Secondo gli inquirenti, ad esempio, gli Angelo avrebbero incassato una commissione del 10% dei fondi trasferiti.