Crisi dell’agro-alimentare, CNA incontra i comuni del trapanese

La CNA provinciale di Trapani si fa portavoce della grave situazione economica in cui versa il comparto agroalimentare e ha incontrato i rappresentanti delle amministrazioni locali. Così come in tutte le altre province siciliane, l’organizzazione le ha illustrato ai Sindaci dei Comuni il documento “Piattaforma filiera agroalimentare, Sicilia next 2021” redatto da CNA Sicilia, e già presentato anche al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. A seguito di un’analisi dell’impatto “fortissimo” che le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria hanno avuto sulle aziende dell’intera filiera- da quelle che producono materie prime alle cantine vinicole fino ad arrivare a settori strettamente interconnessi quali la ristorazione- Cna Sicilia ha messo nero su bianco una proposta operativa di sostegno e rilancio dell’intero comparto agroalimentare, chiedendo di attivare azioni specifiche nel territorio.

Nel documento, infatti, vengono presentati in maniera bene articolata gli interventi a carattere regionale, inquadrati in una piattaforma a livello nazionale, che possano agevolare la “protezione e la ricostruzione” di questo settore importantissimo per l’economia dell’isola. “Il comparto agroalimentare include il 30% delle 470 mila imprese siciliane- spiega il segretario provinciale CNA Trapani, Francesco Cicala- Non intervenire prontamente e concretamente a favore del settore, significherebbe mettere in ginocchio l’intera economia siciliana”. Da qui la richiesta affinché la “Regione Siciliana assuma un ruolo rilevante in questa difficile fase, prevedendo una ulteriore azione di contributo economico a favore della filiera, affinché possano essere supportate anche le categorie ingiustamente escluse dai bonus previsti dal governo nazionale, a causa della scelta di adottare il solo parametro dei codici ATECO”.

Cicala precisa inoltre che, tra le azioni proposte a sostegno del settore, ve ne sono alcune che riguardano nello specifico la provincia di Trapani. Si tratta in particolare della richiesta di “favorire gli aeroporti minori eliminando l’addizionale comunale sui diritti di imbarco”, e di quella di “dare avvio alla liberalizzazione del trasporto turistico su gomma per incentivare e intensificare i collegamenti da e per gli aeroporti e i porti”.