Commissione Antimafia, giudizio severo. Falliscono troppe aziende confiscate

“Il rischio è che si perda la sfida lanciata alla mafia da Pio La Torre e Virginio Rognoni con la legge che porta il loro nome”. Non è un quadro molto bello quello disegnato dalla relazione sui beni sequestrati e confiscati, approvata ieri dalla commissione antimafia dell’ARS dopo 71 audizioni e otto mesi di lavoro. I dati finali sono impietosi: tantissime delle aziende sequestrate alla mafia falliscono e chiudono l’attività: in Sicilia, su 780 imprese definitivamente confiscate soltanto 39 sono ancora in vita. I meccanismi della legge vanno rivisti a cominciare dalla mancanza di un approccio manageriale da parte dell’Agenzia per i Beni Confiscati la cui ripartenza è rimasta soltanto sulla carta. La relazione della commissione presieduta da Claudio Fava non si è limitata a un lavoro di ricognizione delle criticità ma ha provato ad immaginare alcune soluzioni. Tra queste l’istituzione di un Fondo unico di sostegno alla costituzione di un Osservatorio regionale che serva da effettiva cabina di regia.