Covid-19, contagiata alcamese di 21 anni. Protesta dei “comunali” del CCR

Nuovi casi ad Alcamo, Valderice e Salemi. I primi due centri incrementano di una sola unità a testa mentre la cittadina belicina sale di due e raggiunge la quota complessiva di 20. Ad Alcamo è stato raggiunto dal covid 19 il paziente più giovane finora contagiato, si tratta di una ragazza di 21 anni legata al filone dei due operatori sanitari dell’emergenza-urgenza. Le sue condizioni, così come quelle dei familiari tutti posti in isolamento domiciliare, non destano preoccupazioni. Nella cittadina alcamese il totale dei positivi sale a 11 e quasi tutti rientrano in settori connessi con la sanità pubblica.

Intanto arrivano buone notizie dall’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani dove continuano a migliorare le condizioni del funzionario dell’ASP che adesso respira quasi autonomamente e che venerdì dovrebbe lasciare la terapia intensiva per essere ricoverato in pneumologia. Sono già tre i pazienti che hanno lasciato la rianimazione e che sono stati accolti in altri reparti in attesa della negativizzazione del tampone: si tratta del paziente 1 della provincia, l’insegnante marsalese di 62 anni, del pensionato, ex barista, 83 anni di Paceco e di un cinquantottenne di Salemi.

Anche gli ultimi dati hanno quindi rivelato un lieve incremento di contagi nel trapanese sia nei due centri maggiormente colpiti, come Alcamo che è salito a 11 e Salemi a 20, ma anche a Valderice, cittadina in cui, nel giro di tre giorni, si è registrata un’escalation di una creta entità: i positivi sono adesso 6. Intanto un’altra vicenda spinosa, in questa storica emergenza, riguarda la raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti provenienti dalle famiglie in isolamento domestico o perché al loro interno esistono componenti già dichiarati positivi o perché presenti situazioni sospette.

Questa mattina la dirigente della direzione 2 del comune di Alcamo ha dato disposizione al personale del CCR di individuare un cassone dove ammassare i rifiuti prodotti dai cittadini positivi al nuovo coronavirus. I dipendenti comunali hanno quindi sollevato immediatamente gli scudi sia perché non in possesso di dispositivi di sicurezza e sia perché non esiste un percorso dedicato, all’interno del centro di raccolta rifiuti, che consenta agli altri utenti che si recano al CCR di non trovarsi a distanza rischiosa dalla zona individuata.