Consorzio universitario, il comune di Erice non poteva abbandonare. Miceli attacca Tranchida

La corte d’appello di Palermo ha confermato la sentenza del tribunale di Trapani che aveva dichiarato illegittimo il recesso del comune di Erice dal Libero Consorzio Universitario, condannando il primo a risarcire il secondo con una cifra di oltre 130.000 euro soltanto per il 2013. A tale ammontare andranno aggiunte le somme che il comune della Vetta avrebbe dovuto corrispondere per tutti gli anni successivi sino al 2020. “L’ennesima riprova – ha sentenziato Maurizio Miceli, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia – che i cambiamenti promossi dalla politica tranchidiana alla fine producono, sia pure in questo caso a medio termine, i loro effetti”.

L’attuale primo cittadino di Trapani era sindaco o di Erice, nel 2013, proprio quando venne assunta la decisione di recedere dalla partecipazione al Libero Consorzio Universitario.  “Oltre ad avere severamente minacciato la permanenza degli studi universitari nel territorio trapanese, dimostrando di non comprenderne affatto la rilevanza tanto in termini culturali quanto sociali ed economici, – ha detto il meloniano Miceli – con la sua improvvida iniziativa il sindaco per sempre graverà sulle tasche dei cittadini del Comune di Erice per una cifra di circa un milione di euro”. “Non c’è che dire, i fatti dimostrano ampiamente come Tranchida – ha continuato sarcasticamente r causticamente l’esponente di Fratelli d’Italia –  per tutti sia senza alcun dubbio, oltre che un autentico difensore della cultura, anche un oculatissimo amministratore delle finanze pubbliche”.

La vicenda non dovrebbe finire qui sia perché il comune di Erice potrebbe ancora fare ricorso ma anche perché potrebbe non mancare un prossimo accertamento di eventuali responsabilità amministrative “per la provocazione del danno erariale causato dalle scellerate scelte a suo tempo fatte dal sindaco della Vetta, oggi di Trapani, – ha concluso Maurizio Miceli – , ci auguriamo che Tranchida abbia saputo essere anche un buon amministratore del proprio, così da potere fronteggiare senza troppi patemi eventuali provvedimenti sanzionatori della magistratura contabile.”