‘Salviamo il Castello’ felice per fondi: “Spinta dal basso verso l’alto. Premiato nostro lavoro”

Dopo avere lavorato per tanti anni alacremente e con grandi sacrifici, spesso lontano dai riflettori della ribalta e solo sul campo, l’associazione di promozione sociale “Salviamo il Castello di Calatubo” esce allo scoperto con un comunicato-stampa. Lo fa all’indomani dell’ufficializzazione della notizia, che circolava
comunque da mesi, del finanziamento del GAL “Golfo di Castellammare” per il primo stralcio del progetto di restauro e  rifunzionalizzazione del castello. Interventi per 276.404 euro previsti dagli elaborati approvati dal comune di Alcamo.

“L’associazione, a nome di tutti i componenti e di coloro che in questi
anni l’hanno sostenuta, – si legge nella nota – ringrazia quanti hanno
contribuito con il loro impegno alla buona riuscita di questo ulteriore progetto di rivalorizzazione del Castello di Calatubo. Un passo avanti considerevole ai fini del totale recupero anche di tutta l’aria storica- archeologica circostante. In qualità di parte attiva in questo progetto, la nostra associazione – continua il comunicato – è pronta a mettere a disposizione il materiale storico-fotografico e le conoscenze acquisite in tantissimi anni di ricerche e di studi sul luogo e sulle strutture antiche del castello, per una fedele e ottimale buona
riuscita dei lavori”

“Il maniero – precisa l’associazione ‘Salviamo il Castello di Calatubo’ – è rimasto in totale stato di abbandono per circa 80 anni, durante il quale ha subito un inesorabile processo di degrado anche a causa di funzioni d’uso non idonee e di una manutenzione assente. Solo recentemente tramite l’impegno della nostra associazione, coadiuvata dal coinvolgimento di tutta la cittadinanza e dalla volontà dell’amministrazione comunale, si è riusciti, grazie al censimento FAI e alla successiva vincita, a fare partire i primi lavori di messa in sicurezza che hanno interessato il fronte occidentale. Tutto questo –
conclude l’associazione alcamese di promozione sociale – ha permesso di risvegliare quel legame sopito tra la cittadinanza e il territorio, alimentando la volontà di salvare e promuovere il nostro patrimonio culturale e la nostra memoria storica. Un tipico esempio di spinta dal basso verso l’alto, – sostiene ‘Salviamo il Castello di Calatubo’ – dove protagonista resta la volontà di un’intera comunità che vuole l’intero recupero del bene per farne uno strumento di sviluppo e matrice d’identità”.