Cimiteri di Alcamo quasi pieni, salme “ospitate”. Costi triplicati per concessioni aggiuntive

Sempre più difficile, ad Alcamo, trovare un posto dove riposare per l’eternità. Insomma posti liberi nei tre cimiteri comunali non ce ne sono più. Una situazione che non è ancora divenuta una vera e grande emergenza soltanto perché gli alcamesi hanno un cuore grande. Sono infatti tanti le famiglie di amici o di parenti dei nuovi defunti che offrono temporaneamente e gratuitamente i posti in loro dotazione. Qualche sepoltura in più è stata anche realizzata al cimitero Santissimo Crocifisso, l’ultima a essere costruito, con tombe ottenute sul perimetro, in quelle aree per cappelle che sono rimaste invendute. Il 4 ottobre scorso, guarda caso a pochi giorni dall’appuntamento con le urne per le elezioni amministrative, il sindaco Domenico Surdi ha pubblicato un post in cui pubblicizzava l’approvazione di un progetto per riqualificare il cimitero e aumentare i loculi per le sepolture. Un’idea progettuale di cui però si parla da almeno tre anni e che non prevede tombe a terra bensì un nuovo colombario a quattro elevazioni. Posti praticamente nulli tant’è che negli ultimi tempi sono state tumulate bare addirittura nel vecchio ipogeo del cimitero Spirito Santo, sito sotterraneo datato più dimezzo secolo, con poca aria, tanta umidità e aspetti strutturali anche abbastanza critici.

Intanto sono sempre una trentina le salme che attendono di essere seppellite e che invece restano ancora nei locali cimiteriali perché procedono a singhiozzo le estumulazioni necessarie a far spazio alle bare da tumulare. In altri comuni la situazione è anche peggiore, magari catastrofica. Ma questa non è certamente una giustificazione. Parte dei ritardi è stata causata dal pensionamento del dirigente comunale del settore, Anna Parrino, e dalla necessità del sostituto ad interim, il segretario Vito Bonanno, di subentrare nelle attività. Ma c’è dell’altro. Non soltanto ad Alcamo è sempre più difficile, se non impossibile, trovare un’immediata e degna sepoltura ma sono anche triplicati i tributi da pagare per le concessioni. Se fino a qualche tempo fa, infatti, avere una licenza aggiuntiva, tumulare cioè il defunto in un loculo già utilizzato dalla famiglia, costava 600 euro, adesso anche in questi casi bisognerà pagare un’intera concessione, 1.800 euro, come si acquistasse un posto ex novo. Una batosta non indifferente per le tasche degli alcamesi che, come tutti quanti, stanno attraversando una seria crisi economica.