Castellammare del Golfo, Comune verso consolidamento del costone: incassato finanziamento per progetto

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Il Comune incassa fondi per redigere il progetto esecutivo di consolidamento del costone roccioso su cui si erge il centro storico. Dalla Regione arrivano 107.811,92 euro di finanziamento che serviranno al municipio per affidare gli incarichi ai professionisti esterni e per poter quindi portare a compimento la parte documentale necessaria per accedere ai fondi già stanziati dall’Unione Europea per la cittadina castellammarese. I lavori di consolidamento, infatti, sono già stati finanziati due anni fa nell’ambito della pioggia di fondi per i comuni garantiti attraverso il “Patto per la Sicilia” firmato a suo tempo dall’allora presidente del consiglio Matteo Renzi e dal governatore Rosario Crocetta. Un piano complessivo da 5,7 miliardi di euro e per cui su Castellammare era stato previsto uno stanziamento da circa un milione e mezzo di euro. A darne notizia il gruppo consiliare di opposizione “Castellammare 2.0” che esprime soddisfazione per l’obiettivo raggiunto. Gli interventi previsti sono volti alla mitigazione del rischio idrogeologico, problema di cui risente enormemente la cittadina castellammarese. Il Comune lo scorso hanno, a tal proposito, aveva avviato l’iter per la nuova mappatura del rischio idrogeologico nel territorio castellammarese all’interno della predisposizione del Piano di Protezione civile. Un lavoro necessario dal momento che Castellammare è stata definita come zone ad alto rischio di dissesto idrogeologico dalla Protezione civile regionale in più occasioni. Con apposita determina il sindaco Nicola Coppola ha dato incarico esterno ad un geologo, l’alcamese Antonino Cacioppo, con l’obiettivo di realizzare una nuova e accurata mappatura dei rischi idrogeologici. Castellammare è un territorio dove esiste un fortissimo rischio di frena e smottamenti. A parte per la sua conformazione geologica, essendo letteralmente sovrastato da diverse montagne, ma anche per effetto dei devastanti incendi degli scorsi anni, e anche altri due che si sono verificati nel giugno scorso, che hanno creato situazioni di dissesto enormi. L’assenza di alberi e quindi di radici in grado di trattenere eventuali movimenti franosi sono certamente un ulteriore grave danno ambientale che potrebbe essere pagato a caro prezzo. Da considerare che già nel 2010 fu apposto dalla Capitaneria di porto nel territorio castellammarese un divieto di balneazione nella riserva naturale orientata dello Zingaro, da Cala Mazzo di Sciacca a Tonnarella dell’Uzzo. Fu vietato l’accesso alle spiagge per il rischio di frane e smottamenti.