Calatafimi senza sindaco, Accardo si dimette. Gesto di coraggio e dignità politica

Antonino Accardo non è più il sindaco di Calatafimi Segesta. Il sindaco è rimasto coinvolto nell’operazione antimafia ‘Ruina’ con le accuse di corruzione elettorale e tentata estorsione con l’aggravante di mafia. Politico di lungo corso, ex assessore della giunta Cristaldi, Accardo è rimasto in carica poco più di 18 mesi. Era stato eletto con 1.900 preferenze alcune delle quali, secondo l’accusa e secondo un paio di intercettazioni, comprate per 50 euro ciascuna.

Nino Accardo, di fronte al pm che lo ha interrogato, si è avvalso della facoltà di non rispondere ma adesso ha avuto la dignità e il coraggio di dimettersi. Un gesto da politico d’altri tempi in un periodo in cui, altri suoi colleghi, preferiscono rimanere attaccati alla poltrona nonostante i loro ‘guai’ giudiziari. Nel trapanese, ad esempio, su quattro sindaci indagati, soltanto Pagoto (Favignana) aveva rassegnato le dimissioni.

Nella sua lettera inviata al presidente del consiglio comunale, al vice-sindaco, agli assessori e ai consiglieri Accardo scrive che “i recenti accadimenti giudiziari mi impongono decisioni che, pur se travagliate, ritengo non più procrastinabili. Solo per l’alto senso politico ed istituzionale che ha sempre improntato il mio impegno civico, pur non sussistendo alcun obbligo in tal senso, ritengo opportuno rassegnare, con effetto immediato ed irrevocabile, le mie dimissioni dalla carica di sindaco di Calatafimi. Intendo rappresentare a tutta la cittadinanza – ha specificato il dimissionario Accardo – che sono certo che riuscirò a dimostrare il prima possibile la mia estraneità ai fatti che mi vengono contestati e che ripongo piena fiducia nell’operato della Magistratura”.