Anche Alcamo e Castellammare nell’indagine palermitana sulla truffa all’ASP

Una onlus che non era una onlus, visto che secondo la Procura, i suoi amministratori si sarebbero addirittura spartiti degli utili ed avrebbero pure usato l’associazione per coprire spese personali (dall’acquisto di pesi da palestra, al pagamento di un viaggio di istruzione e di lavori di ristrutturazione), volontari che sarebbero stati in realtà dei dipendenti e che, peraltro, non avrebbero neppure seguito i corsi di formazione necessari per occuparsi dei malati.

Questo il fulcro dell’inchiesta della guardia di finanza di Palermo sulla “Cuore Giovane onlus” e sfociata due giorni fa con l’arresto di quattro persone, anche un infermiere, e il coinvolgimento di latri indagati, anche dipendenti della SEUS, la società che si occupa del 118.

Le indagini e i provvedimenti delle fiamme gialle hanno anche interessato il territorio fra Alcamo e Castellammare del Golfo per quanto riguarda tre degli arrestati, tutti gestori dell’associazione no profit che proprio no profit non era: Giuseppe Sammartino, la moglie l’avvocatessa Maria Lunetta e Gaspare Consiglio. La coppia di coniugi infatti  avrebbe segnato fra le spese della onlus, secondo l’accusa, i lavori di ristrutturazione di una casa in territorio alcamese da adibire probabilmente per villeggiatura, in contrada Bosco d’Alcamo. In un’intercettazione si sente un dipendente della ditta edile che chiede: “A nome di chi la fattura?” e Sammartino risponde: “Cuore Giovane onlus”.

All’altro gestore dell’associazione, Gaspare Consiglio, è stata invece sequestrata un’abitazione in via Piave a Castellammare del Golfo in una zona non molto distante dalla chiesa di Santa Rita.  Il provvedimento sull’immobile, che probabilmente l’uomo deteneva come abitazione estiva, è stato diramato per il recupero delle somme equivalenti a quelle distratte illecitamente.