Alcamo-Pasquale Perricone davanti al gip il 21 luglio

Un impianto accusatorio solido contenuto nelle 200 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, eseguita ad Alcamo dalla Guardia di finanza lo scorso 25 maggio. Un impianto accusatorio che ha resistito ai ricorsi presentati dagli avvocati al Tribunale del riesame anche se alcuni provvedimenti sono stati affievoliti. Parliamo dell’operazione “Affari sporchi” dove secondo l’accusa un “Comitato di affari in odor di mafia avrebbe condizionato la vita politico-amministrativa del Comune di Alcamo” ha detto in conferenza stampa il procuratore della repubblica, Marcello Viola. Ai vertici ci sarebbe stato un politico di lungo corso: Pasquale Perricone, costruttore commerciante con interessi nell’isola di Cuba, ex consigliere comunale, assessore e vice sindaco. Esponente di spicco del Psi dal quale è stato sospeso. Per Perricone è stato fissato per il prossimo 21 luglio l’interrogatorio davanti al gip del Tribunale di Trapani. Intanto, dopo quasi due mesi di reclusione, il Tribunale del riesame ha concesso i domiciliari ad Emanuele Asta, funzionario del Centro per l’impiego, già consigliere comunale della Dc, frequentatore  e autore di iniziative all’interno della chiesa Madre di Alcamo, tanto che per questo suo attivismo si era guadagnato, su segnalazione della Curia, un posto nel consiglio di amministrazione della casa di ospitalità “Mangione” da dove è stato sospeso.  Asta ha continuato ad avvalersi della facoltà di non rispondere. Revoca dei domiciliari per la commercialista Francesca Cruciata. Mentre restato invariati i provvedimenti nei confronti di Pasquale Perricone, Girolama Maria Perricone e resta ai domiciliari Mario Giardina. Un provvedimento raggiunge anche l’ex consigliere comunale Domenico Parisi al quale venne ingiunto il divieto di esercizio dell’attività professionale, relativa alla sua funzione di rappresentante dell’associazione temporanea di imprese, che gestiva l’appalto di riqualificazione del porto di Castellammare.  Decisive ai fini delle indagini le intercettazioni telefoniche, fatte con cimici piazzate in tutti i luoghi, auto comprese utilizzate dagli indagati. Nel corso dell’operazione vennero emessi anche 32 avvisi di garanza per reati che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa, reati contro la pubblica amministrazione alla bancarotta e all’intestazione fittizia di beni. Corsi di formazione, appalti, piano triennale delle opere pubbliche nel mirino degli investigatori della Guardia di finanza di Alcamo e tanto altro, che hanno messo in evidenza vari aspetti della vita politico-amministrativa. Per esempio dalle intercettazioni emerge la pressione di un ex consigliere comunale, allora in carica, per evitare un lavoro pesante ad una contrattista con familiari facenti parte di cosa nostra alcamese.  Dalle intercettazioni emerge lo stato di disagio di alcuni dirigenti, pressati dall’ex consigliere per evitare il trasferimento, che si passano tra loro la palla. E poi un altro capitolo riguarda l’elezione del consiglio di amministrazione della Banca don Rizzo, precedente a quello attualmente in carica.  Nuovi sviluppi per le indagini potrebbero aversi dopo l’interrogatori del personaggio, ritenuto principale, ovvero Pasquale Perricone.