Alcamo, nomina Stabile. ‘Non luogo a procedere’ per ex sindaco e dirigenti

Più volte l’ex sindaco di Alcamo, Sebastiano Bonventre, aveva detto, “Rifarei quella scelta altre mille volte”, in riferimento alla nomina di Giuseppe Stabile a dirigente dell’ufficio tecnico del comune di Alcamo. Adesso il gip del tribunale di Trapani, Samuele Corso, ha emesso la sentenza di ‘non luogo a procedere’ nei confronti dello stesso ex primo cittadino di Alcamo, Sebastiano Bonventre, dimessosi poi nel giugno del 2015.

Il verdetto ha riguardato anche l’ex segretario generale del comune Cristoforo Ricupati, poi in servizio a Terrasini, l’allora vice dirigente Gaspare Fundarò, il dirigente adesso in pensione Marco Cascio, e l’attuale dirigente in carica Sebastiano Luppino. Tutti erano stati chiamati a rispondere, a vario titolo, di abuso d’ufficio.

Della nomina temporanea a dirigente di Giuseppe Stabile, in possesso solo di un diploma di geometra, se ne occupò poi la procura con il pm Andrea Tarondo che la ritenne illegittima. Nel corso dell’inchiesta emerse che in realtà c’era all’interno della pianta organica del comune di Alcamo una dipendente che avrebbe potuto ricoprire quel ruolo ed era l’ingegnere Anna Parrino, attuale dirigente del settore lavori pubblici e servizi manutentivi. Secondo la Procura la Parrino sarebbe stata la “vittima” di quella scelta, tanto che si parla di “ingiusto danno” nei suoi confronti.

Agi atti del processo venne poi depositata una lettera riservata che l’ex segretario Ricupati inviò al sindaco Bonventre e in cui veniva segnalata l’inopportunità di conferire l’incarico alla dirigente Parrino per alcuni contenziosi che un suo familiare aveva con il comune di Alcamo. Il geometra Giuseppe Stabile venne quindi nominato dirigente del settore tecnico tra 2012 e 2013.

L’ex primo cittadino, medico al Policlinico di Palermo, prima di sottoscrivere la nomina, ebbe il conforto dei pareri di numerosi dirigenti del suo apparato burocratico. Inoltre Bonventre si è sempre difeso sostenendo di essere suffragato dalla legge anticorruzione che gli imponeva di non affidare in quel momento l’incarico all’ingegnere Parrino.

Con il non luogo a procedere deciso dal Gip Samuele Corso si chiude così una vicenda giudiziaria, per abuso d’ufficio, cominciata circa 4 anni fa. “Siamo soddisfatti dell’esito della vicenda. Eravamo assolutamente consapevoli – hanno detto i legali di Bonventre, gli avvocati Antonino Gucciardo e Sarò Lauria – della non colpevolezza dell’ex sindaco e della liceità di tutto l’ietr seguito dallo stesso. Saremmo anche andati a giudizio con assoluta serenità”