Alcamo: mense scolastiche, rincari record

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Questa volta non ci sarà alcun dietrofront. Scattano ad Alcamo i salatissimi aumenti delle tariffe relative al servizio mensa nelle scuole di pertinenza. Aumenti davvero pesanti che oscillano attorno al 30 per cento: si passa per gli alunni della scuola dell’infanzia e scuola primaria dal costo di un pasto di 1,71 euro agli attuali 2 euro e 50 centesimi, con 80 centesimi quindi di aumento; per quanto concerne i pasti invece degli alunni della scuola secondaria di primo grado si va ad un rialzo di 3 euro rispetto ai 2 euro e 15 dello scorso anno, con un aumento quindi di 85 centesimi. Per il Comune si prevede, in questo modo, un maggiore introito di 56 mila euro in un anno. Ma questo sarà tutto da vedere dal momento che già lo scorso anno i genitori sono insorti contro questi aumenti. Le proteste furono vibranti al punto tale da far fare retromarcia all’amministrazione comunale che decise di posticipare l’aumento al nuovo anno scolastico. Dal canto suo il governo cittadino allarga le braccia e sostiene di essere stata costretta ad operare questo aumento. Secondo la relazione del Settore Servizi alla persona del Comune queste nuove tariffe non coprono il costo del singolo pasto per intero. Infatti garantiscono una entrata per il Comune appena superiore al 36 per cento del costo del pasto che è di 4,62 euro per gli alunni della scuola secondaria di primo grado e di 3,60 euro per gli alunni della scuola primaria e dell’infanzia. L’amministrazione comunale fa riferimento ad una precisa legge che regola il settore dei servizi a domanda individuale tra i quali rientra per l’appunto la refezione scolastica. Secondo il Decreto Ministeriale del 31 dicembre del 1983 l’ente locale è tenuto a chiedere la contribuzione degli utenti nella misura minima del 36 per cento. Quest’anno a garantire la distribuzione dei pasti sarà la ditta My chef di Salemi che certifica come biologici tutti i prodotti usati e sui quali vigilerà l’Asp di Trapani. Chi vorrà usufruire della refezione scolastica dovrà presentare istanza entro il prossimo 15 ottobre al Comune. Molto rigide le modalità di Pagamento. Entro i primi 15 giorni di dicembre il Comune esige il pagamento del servizio di ottobre e novembre, entro i primi 15 giorni di febbraio si dovranno corrispondere le mensilità di dicembre e gennaio, entro la prima metà di aprile si pagheranno febbraio e marzo ed infine entro giugno si corrisponderanno aprile maggio e infine lo stesso giugno. Da vedere a questo punto come reagiranno le famiglie a questi esosi aumenti. Infatti lo scorso anno molti papà e mamme minacciarono che non avrebbero più portato i loro figli nelle mense scolastiche comunali per via dei costi troppo elevati dei pasti. Potrebbe quindi verificarsi una contrazione delle iscrizioni che di conseguenza farebbe saltare anche il preventivo di introito previsto in bilancio.