Alcamo marina, la “stradella della discordia”: nuovo ricorso al Cga, comune contro l’architetto Piccolo

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Finisce al Cga il braccio di ferro tra l’architetto Silvio Piccolo ed il Comune per la famosa  “stradella della discordia” di Alcamo marina, quella che in buona sostanza immette all’abitazione di proprietà dello stesso Piccolo. Il libero professionista ha deciso di impugnare la sentenza del Tar, o per lo meno in parte, che è stata emessa nel dicembre scorso nell’ambito di una vertenza giudiziaria che da tempo si trascina attorno a questa strada. Il tribunale amministrativo ha infatti emesso una pronuncia agrodolce per Piccolo: in parte gli ha dato torto sostenendo che le opere realizzate per costruire la stradella vanno smantellate e va quindi ripristinato l’originario assetto sabbioso, in altra parte invece ha incassato la ragione riguardo alla barriera realizzata per impedire l’accesso alle auto e per cui il Comune chiedeva la demolizione. Tra le parti sono di nuovo scintille: infatti se da una parte l’architetto prosegue nella sua battaglia dall’altra il Comune rilancia in una vicenda che ha tutto il sapore di una vera e propria partita a colpi di strategie legali. Infatti Piccolo, marito dell’ingegnere capo del Comune di Alcamo Anna Parrino, se da un lato si appella a parte della sentenza a lui sfavorevole dall’altro il municipio ha deciso di resistere in giudizio chiedendo al Cga non solo la conferma della sentenza del Tar riguardo al ripristino dell’habitat sabbioso ma anche di rivedere la parte del pronunciamento relativo alle barriere che impediscono l’accesso alla stradella. Il Tar nel suo giudizio di merito del dicembre scorso sostenne che Piccolo era in possesso di un’autorizzazione decennale del demanio marittimo e quindi aveva diritto a installare una barriera che delimitasse l’arteria impedendo quindi l’accesso alle auto. La giunta nel resistere in giudizio ha affidato l’incarico legale all’avvocato Valeria Casella e chiede la rimozione della  sbarra  composta da due pilastrini in legno e una traversa longitudinale che ostruisce l’accesso all’area. Da diversi anni si combatte, a colpi di carte bollate, una vera e propria guerra che vede di fronte Piccolo, il Comune di Alcamo e nove proprietari di case di villeggiatura che “contestano il passo carrabile realizzato sull’arenile a nord dell’ex casello ferroviario fino a giungere all’immobile dell’architetto”. In campo scesero anche le associazioni ambientaliste che lamentavano danni alle dune. Il marito dell’ingegnere Parrino ha sempre ritenuto “illegittima l’ordinanza del Comune perché violerebbe diverse leggi regionali. Nonché per eccesso di potere e difetto di motivazione, in quanto sia la stradella sia lo spiazzo esisterebbero  almeno dal 1968, come accertato dal tribunale di Trapani. Le opere eseguite sarebbero di mera manutenzione e come tali rientranti nella tipologia di edilizia libera”. E per quanto riguarda la collocazione di una sbarra in legno, sempre secondo l’architetto, sarebbe da ricondurre alla fattispecie dell’edilizia libera ed è stata autorizzata dall’Arta con tanto di concessione demaniale.