Alcamo: in consiglio nasce Articolo 4, sindaco si rafforza

In continua evoluzione la politica locale ad Alcamo. In seno al consiglio comunale nasce un nuovo gruppo: si tratta di Articolo 4-Noi per Alcamo. Ad avere aderito ben 4 consiglieri: si tratta di Leonardo Castrogiovanni, Francesco Rimi e Francesco Sciacca, provenienti tutti dal gruppo Noi per Alcamo, a cui si unisce Francesco Dara, proveniente invece dal gruppo Misto. La vera grande novità è che la maggioranza “acquista” un altro consigliere a suo sostegno, per l’appunto Dara, che era stato eletto nelle file dell’opposizione ma che da qualche tempo flirtava con la coalizione a sostegno del primo cittadino Sebastiano Bonventre. Il gruppo si è infatti dichiarato a sostegno dell’amministrazione comunale, avendo come riferimento politico in giunta l’assessore Stefano Papa, transitato nell’ultimo rimpasto all’interno della giunta. Il gruppo consiliare ha invece come riferimento a livello regionale ovviamente il deputato regionale Paolo Ruggirello, ex Mpa, che in Sicilia è uno dei leader per l’appunto di Articolo 4, schieramento che fiancheggia il governo regionale guidato da Rosario Crocetta. Siamo in presenza del secondo gruppo consiliare più folto dietro gli scranni, dietro soltanto all’Ucd che conta 5 consiglieri, e alla pari con il Partito Democratico caduto in disgrazia negli ultimi due anni avendo perso per strada ben tre consiglieri dall’inizio della legislatura nel giugno del 2012. A livello di maggioranza il sindaco rinsalda quindi la sua posizione: oggi infatti conta su ben 20 consiglieri, anche se tra questi figurano i tre consiglieri di Area Democratica che non hanno alcun riferimento in giunta per loro stessa libera scelta, in aperta polemica nei confronti del sindaco a cui da tempo è stata chiesta non solo una verifica ma anche un nuovo modello gestionale della cosa pubblica rispetto a questi primi due anni di legislatura. Comunque Area Democratica sino ad oggi ha sempre sostenuto la coalizione di maggioranza seppur dall’esterno. In tal senso si è recentemente riaperto il dialogo, con lo stesso movimento civico che però ha posto delle condizioni. Rapporto che si era incrinato diversi mesi fa, in fase di rimpasto di giunta, quando nonostante la riconferma di Gino Paglino alla vicesindacatura Area Democratica esternò l’intenzione di uscire fuori dall’esecutivo per alcune scelte politiche non ritenute condivisibili. Ed effettivamente dopo pochi giorni dalla riconferma Paglino rassegnò le dimissioni. In realtà le vere e proprie frizioni tra le parti non sarebbero legate al rapporto che c’è tra Bonventre e Area Democratica. Questi ultimi hanno esternato le loro perplessità su alcune scelte politiche e sull’eccessivo presenzialismo della componente del Partito Democratico.

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