Alcamo: fiamme al chiosco: le indagini

ALCAMO – “Ho visto la paura negli occhi dei miei figli”. Parla il consigliere comunale di Alcamo, Antonio Nicolosi, all’indomani del grave incendio che ha danneggiato il chiosco di fiori gestito dalla moglie in via Spirito Santo, nei pressi del cimitero vecchio. La polizia di Alcamo ha interrogato l’esponente del civico consesso e la moglie ieri nel tentativo di riuscire a chiarire la vicenda che ancora presenta molti punti oscuri. E’ stata data massima disponibilità dalle vittime a raccontare ogni singolo particolare: ovviamente il contenuto della conversazione con gli inquirenti è top secret. Anzitutto sul piano delle indagini pare che oramai sia stato sgomberato ogni dubbio: l’incendio che ha avvolto il chiosco in legno è di origine dolosa. Sarebbero state escluse possibili cause di corto circuito all’impianto elettrico che serve la struttura, motivo per cui resta in piedi solo l’ipotesi di un raid incendiario. Lo conferma lo stesso Nicolosi che ieri pomeriggio ha affidato a Facebook un commento sull’accaduto: “Qualcuno sta cercando di cambiare la mia vita e la tranquillità della mia vita” ha scritto. Il consigliere ha parlato di “gesto vigliacco” a ha anche rilanciato il suo impegno sgombrando il campo da ogni dubbio: “Non farò un passo indietro nei miei ideali di legalità – sostiene -, continuerò il mio percorso politico”. Nessuno scoramento quindi traspare dalle parole del consigliere comunale che sconfessa ogni possibile dubbio su sue possibili dimissioni. Nell’ottobre scorso proprio Nicolosi, carabiniere in pensione, aveva denunciato di avere ricevuto una lettera di minacce. L’incendio era esploso intorno alla mezzanotte a cavallo tra martedì e mercoledì scorsi: ad intervenire i vigili del fuoco del locale distaccamento che hanno spento le fiamme dopo circa due ore. Il rogo si è alimentato a causa della presenza di legno e di materiale molto infiammabile. La tempestività dei soccorsi ha permesso di evitare che le fiamme potessero totalmente distruggere il chiosco: le pareti esterne infatti sono rimaste intatte, seppur annerite, e dunque la struttura è stata dichiara agibile. Da considerare che questo episodio avviene in un momento davvero molto delicato e intriso di altissima tensione nella cittadina alcamese, investita dallo scandalo della presunta compravendita di voti alle scorse elezioni amministrative da parte dell’entourage vicino all’ex senatore Nino Papania che ha sostenuto l’attuale sindaco in carica, Sebastiano Bonventre. E poi nell’ultima settimana siamo in presenza del terzo raid incendiario doloso: prima il fuoco al portone della chiesa di santa Maria di Gesù, poi il rogo appiccato davanti ad un’abitazione in via XI febbraio ed infine le fiamme al chiosco dei fiori.