Alcamo-Emergenza idrica, turni prolungati a 9 giorni

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ALCAMO. Si allungano a 9 i giorni di attesa per l’erogazione idrica ad Alcamo. Si aggrava quindi ulteriormente la già precaria situazione che si trascina oramai dalla fine di giugno scorso. Oggi l’acqua, come da bollettino emanato dall’Ufficio Acquedotto del Comune, è stata erogata nella zona 1, vale a dire la parte bassa di Corso VI Aprile, nell’area che si estende sino a via Ugo Foscolo. In questa situazione di crisi assoluta, con le autobotti di privati che oramai da giorni impazzano in lungo e in largo per la città per riempire le cisterne vuote di abitazioni e condomini, sembra che ci sia uno spiraglio: per il fine settimana è previsto l’arrivo dei pezzi di ricambio per rimettere in funzione la pompa di sollevamento di contrada Cannizzaro, motivo dell’esplosione di questa emergenza idrica in quanto da questa sorgente non arrivano più in città ben 45 litri di acqua al secondo. Il cha significa che all’inizio della prossima settimana potrebbe ripartire l’impianto e l’erogazione quindi tornare sui suoi soliti standard, attorno quindi ai 120 litri di acqua al secondo giornaliera. Per questa prolungata crisi nei giorni scorsi è stato chiesto l’intervento immediato della Protezione civile per accelerare le riparazioni delle condutture e delle pompe di sollevamento. Un appello rivolto anche al prefetto. Le richieste sono state fatte dal consigliere comunale Alessandro Calvaruso in un periodo in cui monta la protesta dei cittadini, costretti ad acquistare a caro prezzo l’acqua dai titolari di autobotti private. A Cannizzaro la scarsa manutenzione ha mandato in tilt le pompe di sollevamento. Da tale sorgente arrivano ad Alcamo 45 litri di acqua al secondo. Sorgenti quasi dimenticate dopo l’accordo per ricevere l’acqua di Montescuro, le cui condutture non godono di buona salute. Costo da marzo a dicembre per Montescuro 650 mila euro, ma fino ad oggi non si è visto alcun beneficio tranne quello che presto sarà aumentata la tassa. Fino al 2014 il servizio idrico complessivamente è costato 2 milioni e mezzo di euro. Da quest’anno oltre 3 milioni e cento, ma è sempre emergenza. Nonostante oltre il 50 per cento di alcamesi hanno riaperto le case di villeggiatura, con minore consumo in città, l’acqua nelle abitazioni non si vede nemmeno col contagocce. Sul problema infrastrutturale, cioè connesso alle obsolete reti idriche, proprio in queste settimane il Comune ha affidato a una ditta specializzata gli interventi di manutenzione straordinaria per un importo di 300 mila euro. Nello specifico sono in itinere interventi di manutenzione e riparazione alle diramazioni di allacciamento delle utenze private. Ci saranno sostituzioni di tubazioni e componenti idraulici quali chiavi di arresto, raccorderie, pezzi speciali di qualsiasi materiale, sia interrati che a vista, compreso quelli allocati nei manufatti di manovra e sezionamento interessate da perdite, relative principalmente alle diramazioni di allacciamento delle utenze private, fino al contatore.