Alcamo-Elezioni comunali, divorzio al veleno tra il gruppo Ruggirello e Pd

 

Un matrimonio mai celebrato. Una separazione, che come capita spesso nei divorzi, non manca il veleno. Per adesso uno dei partner sta in silenzio, ma è pronto a ribattere per le rime. L’atro partner, in questo caso il gruppo che fa capo all’onorevole Paolo Ruggirello, spara a zero contro il Pd di Alcamo, che durante l’assemblea di ieri sera ha deciso di andare avanti con Vincenzo Cusumano. “Appare chiaro che le regole democratiche interne  – scrivono in un documento i ruggerilliani – sono del tutto ignorate; prova ne è anche il fatto che da oltre due anni il partito a livello locale non si è voluto dotare degli organismi di governo previsti dallo Statuto, preferendo affidarsi ad un cosiddetto comitato di reggenza, attualmente privo di effettiva legittimazione e che, giorno dopo giorno, dimostra poca trasparenza e scarsa lungimiranza nell’azione politica. L’arroganza con la quale il cosiddetto comitato di reggenza ha voluto mortificare non solo una componente importante del partito ma anche e soprattutto il senso stesso delle primarie, la dice lunga circa la pretesa capacità di alcuni di volere rappresentare adeguatamente un partito serio ed inclusivo quale il Pd, così come auspicato dai suoi organismi nazionali. Il caso Benenati ha avuto quindi quasi immediate ripercussioni e Ruggirello e company andranno avanti per la loro strada e non avranno come compagni di viaggio i democratici alcamesi, mentre col Pd sono alleati alla Regione. Il Pd alcamese è chiaro che rimanda al mittente queste accuse e guarda avanti per varare alleanze e programmi anche se allo stato attuale non si intravvede all’orizzonte con chi andranno i dem, che probabilmente correranno da soli. Un Pd che appare sempre più isolato anche per la mancanza di una leadership capace di unire le varie “anime” interne. Un Pd che ha già messo le mani avanti: niente accordi con Sicilia futura e l’Udc. Quindi niente alleanze con Giacomo Scala a Mimmo Turano nel nome di una presunta ritrovata “verginità”, dopo essere rimasti orfani di Papania e dello stesso Scala. Area democratica contesta al Pd l’unilateralità della scelta di Cusumano e puntava su primarie di coalizione e oggi Ad dice a chiare note che non accetta tale candidatura. Il Pd sembra una nave “senza nocchiero in gran tempesta” nonostante si sia affidato al padre nobile Massimo Ferrara.  Un centrosinistra allo sbando. Un centrodestra poco appariscente. Un Movimento 5 stelle che con incontri a raffica prepara il programma. Abc ha conservato l’appeal di tre anni fa? Intanto è tutto un fiorire di movimenti. Di candidati a sindaco, che ribadiamo deve avere grandi capacità, di qualsiasi colore politico esso sia, per far risvegliare dal coma la città di Alcamo.