Trapani: ecomostri, la procura va avanti

TRAPANI – Immobili da abbattere, senza se e senza ma. La procura della Repubblica di Trapani va avanti per la sua strada verso la demolizione degli immobili costruiti lungo la fascia costiera trapanese. I giudici che si stanno occupando del caso riesploso in questi ultimi mesi hanno già disposto la demolizione delle costruzioni abusive con sentenze di condanna pronunciate nell´arco di un ventennio. L´Ufficio inquirente, con l’aiuto dei consulenti nominati in questi giorni e che sono chiamati ad emettere dei pareri a strettissimo giro di posta ed il contributo delle forze dell´ordine, ha iniziato ad effettuare i sopralluoghi sugli immobili da radere al suolo prima di agire materialmente. Già uno dei mostri di cemento che andavano a deturpare una zona paesaggistica nell’isola di Favignana è stato abbattuto nei giorni scorsi. Via via toccherà a tutti gli altri che ricadono in fascia demaniale. In 20 anni sono arrivati i pronunciamenti dei vari tribunali ma non si era mai data esecuzione alle demolizioni, come se i verdetti fossero lettera morta. Pare quindi che non ci siano più speranze per le migliaia di abusivi che invadono la costa della provincia di Trapani. Con la politica che continua a lanciare paracadute o che chiede di prendere tempo. Tanto che proprio riguardo allee demolizioni nel trapanese è stato aperto un dibattito in seno al governo regionale che ha dato ampia disponibilità ad esaminare la problematica relativa all’abusivismo edilizio sulla fascia costiera. Un impegno strappato nel corso di una recente riunione dalla Commissione Ambiente e Territorio dell’assemblea regionale Siciliana. Faccia a faccia che era stata richiesto dal deputato regionale, il trapanese Girolamo Fazio, per comprendere quali fossero gli intendimenti del Governo in merito alla questione dell’abusivismo edilizio sulla fascia costiera. Il primo risultato operativo dell’incontro è che da subito saranno ripresi ed esaminati in Commissione i diversi disegni di legge già presentati nelle precedenti legislatura, sempreché rispettino la disciplina in materia di tutela dell’ambiente e, nell’ipotesi in cui non dovessero rispettarla, saranno adeguati. Insomma, c’è aria di volere tentare ancora una volta di creare un percorso legislativo ad hoc per evitare che si azionino le ruspe. E intanto il tempo passa