Referendum, stravince il si. Nel trapanese quasi 78%, a Mazara sfiorato l’84. Gli alcamesi firmano un 73,11%

Il si vince in maniera netta. Gli italiani, anche se la percentuale dei è stata abbastanza bassa e innalzata dal ricorso alle urne anche per regionali e comunali, hanno deciso di ridurre il numero dei parlamentari: i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. Dovunque ha quasi straripato il si alla riforma costituzionale ma l’iter per l’attuazione della nuova composizione è ancora abbastanza lungo. Bisognerà infatti approvare una nuova legge elettorale. Insomma i 345 parlamentari non andranno a casa adesso e nemmeno a brevissimo. In Sicilia il Si ha ottenuto una percentuale maggiore rispetto al resto d’Italia: 75,9 per cento contro il 69,6 nazionale.

Nella nostra regione ha comunque votato il 35,39 per cento degli aventi diritto. La volontà di tagliare il numero dei parlamentari è stata ancora più netta in provincia di Trapani dove ha trovato d’accordo il 77.7 degli elettori che si sono espressi. Il 66 per cento ha però disertato le urne. Nel trapanese l’unico comune in cui il SI non ha superato quota 70 è stato Castellammare del Golfo dove si è arrivati al 69,74&. Il record è invece stato toccato a Mazara del Vallo, comune che non ha una giunta 5 Stelle, con quasi l’84 per cento. Superano l’80 anche Buseto Palizzolo e Custonaci. Ad Alcamo si sono recati alle urne 14.000 elettori sui 36.000 aventi diritto. 43 schede bianche e 74 nulle, 10.150 voti sono andati al SI e 3.733 al No. Il taglio del numero dei parlamentari, in una cittadina definita fino a poco tempo fa roccaforte dei grillini, ha vinto quindi con il 73,11%.

Questi i risultati del referendum, adesso il parlamento dovrebbe approvare una legge elettorale sulla base della nuova geografia dei collegi. Qualora le camere non approvassero la legge, la riforma costituzionale è (quasi) immediatamente applicabile: dal momento della pubblicazione della riforma che con la vittoria del SI ha avuto il via libera degli elettori, il governo ha 60 giorni per adottare un decreto legislativo che ridisegni i collegi elettorali. La riforma, in ogni caso, prevede che il numero dei collegi per il senato (su base regionale) scende da sette a tre.