Piogge torrenziali, ponte San Bartolomeo resta aperto. Serve celerità tra i due comuni

Ieri mattina, nelle prime ore della giornata, sul trapanese si è abbattuta la prima pioggia torrenziale di fine estate. Il ponte provvisorio sul fiume San Bartolomeo è rimasto regolarmente aperto. Il corso d’acqua ha cominciato ad ingrossarsi nel belicino e poi la piccola piena è pervenuta nei presso della foce nel pomeriggio, intorno alle 17. Controlli a vista da parte dei tecnici e della protezione civile dei due comuni interessati, Alcamo e Castellammare del Golfo, hanno comunque appurato che la massa d’acqua avesse raggiunto soltanto un terzo della luce del ponte, va a dire l’altezza delle arcate. Febbrili contatti tra i due enti locali che erano riusciti a predisporre la chiusura al transito per le 18 di ieri.

Poi il livello dell’acqua ha cominciato a scemare e l’allarme è rientrato. Il transito sul fiume San Bartolomeo è rimasto quindi aperto ma l’episodio deve suggerire modalità di intervento certamente più celeri. Ma come sono spartite le responsabilità e quindi le modalità di operare tra i vari enti coinvolti? Partiamo dalla proprietà dell’infrastruttura: Anas e comune di Castellammare del Golfo ne detengono rispettivamente 70% e 30%. Poi c’è un organo decisorio sulle chiusure del transito per questioni di sicurezza e per le quali deve esserci un apposito regolamento. La titolarità di ciò è stata affiata all’amministrazione comunale castellammarese.

Una prima bozza del piano, però, non sarebbe stata ritenuta attuabile dalla protezione civile del comune di Alcamo. Di certo  comunque personale dei due enti locali confinanti, in caso di piogge torrenziali sul bacino del san Bartolomeo,  è chiamato a monitorare la situazione a vista. Ieri alla fine tutto è andato per il verso giusto ma la macchina va certamente oleata per evitare ritardi in altre situazioni di maggiori pericoli. La soluzione migliore sarebbe quella automatizzata.

Un sistema dotato di idrometri piazzati sotto le arcate, a una certa altezza, che entrerebbero in funzione non appena raggiunti dall’acqua fluviale attivando allarmi, semafori e l’abbassamento di barriere a chiusura del ponte dai due lati. Bisognerebbe capire, però come trovare i fondi per questo sistema automatizzato e soprattutto quale ente dovrebbe finanziarlo: Anas, Regione o comuni? Qualcosa bisognerà pur fare perché per avere il ponte definitivo bisognerà attendere almeno un paio di anni. Allo stato attuale, infatti, ci sono soltanto stanziamento (11.200.000 euro) e progetto allo stato larvale.