Partinico: decesso neonato, condannato medico

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“Omicidio colposo per responsabilità professionale”: con questa accusa sono stati condannati un medico, Leonardo Salvia, e un’infermiera, Rita Romano, dell’ospedale Civico di Partinico ritenuti colpevoli della morte di una neonata il 14 luglio del 2008. Il giudice Monica Sammartano della I sezione penale del Tribunale di Palermo ha condannato Salvia e Romano rispettivamente ad un anno e a 7 mesi di reclusione, pena sospesa per entrambi. L’ospedale Civico di Partinico è stato invece condannato a rifondere complessivamente 700 mila euro alle parti civili, quindi ai genitori della bimba deceduta, Antonino Mandalà e Giusy Cossentino, agli zii ed ai nonni. Il fatto avvenne nel quadro di una situazione già difficile per il nosocomio partinicese, finito sotto l’occhio del ciclone per una catena di decessi di neonati a cavallo tra il 2005 e il 2011: furono ben 8 le morti sospette, ma in ben 7 casi tutto venne archiviato perché non si ravvisò alcun errore del personale in servizio all’ospedale. L’unico episodio in cui emersero responsabilità fu proprio quello che vide morire dopo appena 14 ore di vita la piccola Maria Sofia. Secondo una ricostruzione dei fatti il decesso sarebbe avvenuto qualche minuto prima delle 6 del mattino, ora in cui la puericultrice avrebbe lanciato l’allarme ed avvisato il medico in reperibilità, per l’appunto Leonardo Salvia. A quanto pare la piccola era già morta da un quarto d’ora. E’ stato il padre della neonata a sporgere denuncia alla locale stazione dei carabinieri perché avrebbe ravvisato delle ben precise responsabilità: “Nonostante i nostri solleciti – disse – il personale in servizio non si è mai attivato”. Dal successivo esame autoptico venne fuori che nei polmoni della neonata vi erano tracce di latte che ne avrebbero causato l’asfissia e quindi la sua morte. Quindi fu stabilito che la bambina era nata perfettamente sana, senza alcuna malformazione o difetto congenito. “Siamo pienamente soddisfatti dell’esito della sentenza – commentano gli avvocati Antonio Scianna, Antonio Cossentino e Angelo Coppolino che hanno difeso genitori, zii e nonni – perché è stata fatta luce su un triste evento in cui è emersa la verità”. L’infermiera, difesa dall’avvocato Salvatore Giordano, ha sempre sostenuto di avere fatto il possibile per salvare la neonata, smentendo quanto denunciato dai genitori. Dal canto loro l’ospedale e lo stesso Salvia, difeso dall’avvocato Bartolomeo Parrino, asserirono che “la bambina era nata in perfetta forma, con tutti i valori nella norma”, quindi il decesso non poteva essere ricondotto a presunte negligenze medico-professionali. Ora si attendono le motivazioni della condanna che saranno depositate fra 90 giorni.

Nella foto Antonio Scianna