Partinico: commissioni consiliari, un bluff?

PARTINICO (PA) – Sul registro ci sono le firme di tutti gli 8 componenti di commissione ma attorno al tavolo per avviare la riunione sono presenti soltanto in tre. Un presunto caso di assenteismo viene denunciato da uno dei componenti della III commissione “Urbanistica e Lavori pubblici”, Gianluca Ricupati.Caso sgonfiato subito dal presidente del consiglio, Filippo Aiello, il quale garantisce che la “momentanea assenza” era imputabile a ragioni di impegni istituzionali ma resta apertala polemica sulla reale ed effettiva funzionalità di questi organi. “Ho fatto mettere a verbale – sottolinea Ricupati – che, a fronte di 8 firme presenti nel registro delle presenze che rendono valida la seduta con conseguente gettone di presenza e giustificazione lavorativa, in realtà sono presenti soltanto tre consiglieri”. Il consigliere comunale di “Cambiamo Partinico” evidenzia anche che non può esistere alcuna giustificazione dal momento che l’articolo 13 dello Statuto del Comune parla chiaro: “Il consigliere comunale ha il dovere di partecipare alle sedute delle commissioni consiliari permanenti di cui fa parte per l’intera durata dei lavori. Qualora, per improrogabili motivi, un consigliere dovesse abbandonare la seduta del consiglio comunale o della commissione di cui fa parte, prima che i relativi lavori siano chiusi, ha il dovere di fare inserire in verbale i motivi di tale abbandono”. “Ci siamo stancati – rilancia Ricupati -. Proporremo un nuovo regolamento visto che non si può contare sul buon senso e la serietà politica che la nostra carica dovrebbe imporci”. Il presidente del consiglio ribatte: “Nel caso particolare – replica Aiello – i consiglieri che avevano firmato il verbale apponendo la loro presenza erano con me al piano terra del Comune per capire la situazione inerenti ai previsti aumenti della tassa sui rifiuti. Il caso specifico quindi vede gli esponenti di commissione impegnati proprio in attività istituzionali”. Non è la prima volta che le commissioni consiliari finiscono nella bufera. Più volte si è polemizzato attorno a questi organismi, giudicati spesso improduttivi. Tanto che il presidente del consiglio, nel giorno del suo insediamento, parlò di “ridimensionamento” del numero delle sedute per evitare il ripetersi di riunioni che alla fine comportano un costo non indifferente alle casse del Comune. Mediamente per ogni seduta un singolo consigliere incassa circa 30 euro lorde. Ogni commissione è composta da 11 componenti: quindi, a pieno regime, il suo costo è di 330 euro. In un anno i costi per il Comune, tra commissioni e consigli comunali, si aggirano attorno ai 200 mila euro.