Nuovo consiglio Banca don Rizzo, salta l’assemblea del 4 ottobre

Sembra destinata ad essere rinviata per motivi di natura tecnici-procedurali l’assemblea ordinaria dei soci della banca don Rizzo, convocata per domenica quattro ottobre per discutere su otto punti all’ordine del giorno tra i quali: elezione del presidente, del consiglio di amministrazione per i prossimi tre anni. Stessa cosa per l’elezione dei quattro componenti il consiglio di amministrazione, elezione del presidente del collegio sindacale designato dal Fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo. Probabilmente l’assemblea sarà riconvocata entro un mese per il rinnovo del consiglio e presidente. Intanto sono già state depositate una serie di candidature per un posto molto ambito: ventidue le candidature per il consiglio di amministrazione. Undici per il collegio sindacale e sei per presidente. Nella varie richieste di candidatura figurano numerosi professionisti alcamesi che hanno presentato il curriculum. Tutti i candidati dovranno avere il via libera e quindi gradimento di Federcasse e della Banca d’Italia. Tre gli alcamesi pretendenti alla presidenza: l’avvocato Achille Piritore e i commercialisti Saverio Stellino e Antonino Lo Fria. La convocazione per eleggere anzitempo tutta la nuova governance è la conseguenza di controlli della Banca d’Italia relativi agli ultimi cinque anni e sino allo scorso marzo, periodo in cui si sarebbe maturato un deficit di quasi cinque milioni, comunque coperto con quasi 50 milioni. L’attuale amministrazione, eletta nel maggio 2014 concluderà con anticipo il suo mandato. Intanto si è aperta la caccia alle deleghe per assicurarsi un buon pacchetto di voti da riversare sul proprio candidato. Nei giorni scorsi, mentre c’è un clima di attesa tra i dipendenti, tutte le sigle sindacali della Banca don Rizzo di Alcamo si alleate per rilanciare lo storico istituto bancario fondato oltre cento anni fa. Secondo i sindacati “questa novità sarà un fondamentale impulso rinnovatore e la Banca Don Rizzo si consoliderà nel mercato bancario come forza trainante, forte del suo lungo e fruttuoso radicamento nel territorio e potenziata da un nuovo stile improntato alla comunicazione efficace, alla qualità della relazione con i soci e i clienti, e allo sviluppo economico e sociale della nostra comunità”. Intanto va avanti il progetto di riforma delle Banche di credito cooperativo.

 

Giuseppe Maniscalchi