Niente piogge, Inverno secco, agricoltura in ginocchio

Nell’Antartide in questi giorni la temperatura ha sfiorato i 18 gradi. Uno dei tanti segni evidenti provocati dai cambiamenti climatici. L’astronauta Luca Parmintanto, rientrato dallo spazio dopo 200 giorni ha presentato foto inequivocabili su tempeste e incendi sul pianeta terra, sempre più agonizzante. E sono gli effetti dei cambiamenti climatici la mancanza di piogge per l’inverno più secco della storia siciliana dal 2016 a oggi, Nelle dighe mancano all’appello 73 milioni di metri cubi d’acqua rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Se entro aprile non verranno giù almeno 15 centimetri di piogge – dicono gli esperti – sarà un’estate con i rubinetti a secco. Dalla Regione assicurano: “Per ora gli invasi sono pieni a metà, aspettiamo le precipitazioni”. Ma gli agricoltori lanciano l’allarme caldo per grano e cereali. Un tempo gli indiani d’America facevano il ballo della pioggia e in Italia si uscivano i santi in processione si chiedeva la clemenza del cielo. In Sicilia non piove in modo abbondante da quasi due mesi. Il record in provincia di Trapani e Agrigento che hanno chiuso gennaio a zero millimetri. Le campagne soffrono e agrumi come limoni sono rinsecchiti sugli alberi nelle campagne tra Trappeto e Partinico e in altre zone. La produzione agricola è in crisi. La siccità comincia ad avere ripercussioni sulle dighe. Stando al bollettino di febbraio dell’Autorità di bacino, nelle 25 dighe su 26 censite e gestiste dalla Regione ci sono 539 milioni di metri cubi d’acqua contro i 612 del febbraio dell’anno scorso. Nel Palermitano la diga Rosamarina, per esempio, ha appena 55 milioni di metri cubi rispetto a una capacità di 100, Garcia ne ha 44 milioni su 80, Piana degli Albanesi 16 milioni rispetto ai 32 che potrebbe contenere. In affanno anche la diga Arancio nel territorio di Sambuca, Santa Margherita Belice e Sciacca in provincia di Agrigento, il lago di Lentini, tra Siracusa e Catania. Dal servizio Dighe del Dipartimento regionale Acque e rifiuti dicono: “Se nei prossimi quattro mesi pioveranno almeno 15 centimetri d’acqua, potremmo arrivare allo stesso livello dell’anno scorso e scongiurare una emergenza estiva. Dobbiamo aspettare fino a metà aprile per avere il polso della situazione”. Secondo le stime, basterebbero 100 millimetri di pioggia per avere 10 milioni di metri cubi in più nella diga Poma che al momento ne 14 milioni in meno rispetto al febbraio 2019.