Messina Denaro, per la Dia in difficoltà

    ”Nel trapanese, il boss latitante Messina Denaro, pur rivestendo un ruolo di indiscusso riferimento carismatico, deve fronteggiare una sempre più difficile latitanza”. Lo sottolinea la Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza elaborata dal Dis, Dipartimento Informazioni per la Sicurezza diretto da Giampiero Massolo, evidenziando che in base alle indicazioni raccolte dall’Aisi ”Cosa Nostra evidenzia, specie nella Sicilia occidentale, crescenti difficoltà nel riproporre la tradizionale strutturazione centralistica e verticistica, anche se recenti scarcerazioni di esponenti di famiglie ‘storiche’ starebbero contribuendo a rivitalizzare la spinta riorganizzativa”. A fronte della grave crisi economica ”e della disponibilità degli operatori a denunciare i taglieggiamenti – scrivono gli 007- Cosa Nostra non sembra intenzionata a desistere dal controllo del territorio, privilegiando sempre più attività di stampo predatorio, specie rapine e narcotraffico”. La gente collabora con le forze dell’ordine e questo porta anche a creare un sistema di controlli e di informazioni che ha come conseguenza un’azione repressiva più incisiva da parte degli inquirenti che indagano su Messina Denaro. L’ultimo colpo è avvenuto il mese scorso con un nuovo sequestro di beni riconducibili al latitante. Proprio la Dia ha eseguito un provvedimento patrimoniale a Castelvetrano, il paese del boss mafioso, nei confronti di suoi familiari. Facendo ancora un passo indietro il 30 novembre scorso beni per un valore di cinquecentomila euro erano stati sequestrati a Gaspare Como, 45 anni, cognato del latitante. In quell’occasione era stata indagata una delle sorelle del campomafia, Bice Maria Messina Denaro. La difficoltà nel rintracciare il capomafia indiscusso in Sicilia è dovuto dal fatto che ha un atteggiamento atipico come boss. Il suo guardaroba, firmato Giorgio Armani e Versace, orologi Rolex Daytona e automobili Porsche è l’emblema del suo esibizionismo, che lo discosta radicalmente dallo stile dei boss mafiosi tradizionali come Totò Riina o Bernardo Provenzano, le cui figure sono sempre state circondate da un alone impenetrabile di mistero. Una differenza di stile si ravvisa anche dalle sue relazioni sentimentali. Mssina Denaro è infatti conosciuto come un grande seduttore. Attualmente si ritiene sia sposato con Maria Mesi (condannata il 28 marzo 2001 per favoreggiamento) ed è cognato di Filippo Guttadauro, fratello del medico boss di Brancaccio Giuseppe, che ne ha sposato la sorella Maria. La carriera mafiosa di Matteo Messina Denaro inizia ufficialmente nel 1989, quando viene denunciato per associazione mafiosa. Dal 1993 insieme a suo padre si dà alla latitanza. Da quel momento in poi sarà il capo ufficiale del mandamento di Castelvetrano e dell’intera provincia di Trapani. E si ritiene essere, dopo l’arresto di Salvatore e Sandro Lo Piccolo nel 2007 il nuovo possibile capo di Cosa Nostra.