Mazzette per i porti di Mazara del Vallo e Favignana. Indagati dirigenti regionali

Tangenti, mazzette incassate e altre promesse per oltre 130 mila euro: queste le accuse emesse dalla Procura di Catania nei confronti di Carmelo Ricciardo e Giacomo Fusco, dirigenti della Regione. Il primo ha diretto, per oltre un lustro, le infrastrutture marittime siciliane; il secondo è un ex funzionario in pensione da dieci anni, con un trascorso da assessore provinciale. Un giro di corruzione ipotizzato che riguarda anche i lavori di riqualificazione dei porti di Mazara del Vallo e dell’isola di Favignana. Tangenti per chiudere un occhio sui controlli e in qualche modo favorire il condizionamento delle aggiudicazioni dei lavori. Secondo le indagini, Ricciardo, dopo avere utilizzato un generatore di numeri automatici in uso alla Regione Emilia Romagna per sorteggiare le ditte fortunate, tra quelle che avevano partecipato alla manifestazione d’interesse, avrebbe accoppiato manualmente i numeri estratti alle singole imprese senza considerare l’ordine di arrivo delle istanze di partecipazione.

Per queste operazioni la ditta aggiudicataria avrebbe promesso a Ricciardo e Fusco una mazzetta da 47mila euro: somma ricavata non dalla liquidità a disposizione dell’impresa ma dallo stesso quadro economico dell’appalto. Dalle intercettazioni è anche emerso che a fare da tramite con gli imprenditori, sarebbe stato lo stesso Fusco il quale, parlando con Ricciardo, avrebbe fatto più volte riferimento a soldi da incassare. Entrambi, infatti, avrebbero ricevuto 5mila euro da Filippo Muscarà, titolare della Bonina srl e indagato, insieme a Marisa Bonina, legale rappresentante della società, nell’ambito di un appalto per l’installazione di pannelli solari sul tetto del mercato ittico di Mazara del Vallo.

L’intercettazione aveva portato la procura a chiedere l’arresto dei due ex funzionari regionali: richiesta disattesa dal Gip per assenza di elementi tali da ricondurre, in maniera inequivoca, le parole degli indagati ai fatti contestati. Il fascicolo è stato adesso trasferito per competenza territoriale alla Procura di Palermo che deciderà sul rinvio a giudizio degli indagati.  Insieme a Ricciardo e Fusco, infatti, sono coinvolti altri imprenditori e professionisti tra i quali un altro dipendente regionale.