Mafia di Bagheria, ventuno fermi

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Nuova operazine antimafia dei Carabinieri di Palermo che hanno operato ventuno fermi, persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, rapine, detenzione illecita di armi da fuoco, voto di scambio e traffico internazionale di stupefacenti.

L’indagine dei Carabinieri a Bagheria, storica roccaforte di Cosa nostra. Emersa anche l’esistenza di un patto tra i clan bagheresi e la famiglia mafiosa italo-canadese dei Rizzuto. Sgominata così la famiglia mafiosa del centro alle porte di Palermo.

Sequestrati beni per oltre 30 milioni di Euro tra beni mobili, immobili, complessi aziendali tra cui locali notturni della movida palermitana, agenzie di scommesse, imprese edili e supermercati.

C’e’ anche un candidato della Lega Nord alle ultime elezioni politiche tra gli indagati nell’operazione antimafia. Si tratta del sindaco di Alimena, piccolo centro del palermitano, Giuseppe Scrivano, al quale e’ stata notificata poco fa un avviso di garanzia per voto di scambio.

Dall’indagine, coordinata dalla Dda di Palermo, e’ emerso che alle ultime elezioni regionali, dell’ottobre scorso, Scrivano avrebbe contattato persone ritenute vicine a Cosa nostra per ottenere voti.