Inquinamento ambientale e traffico di rifiuti. Arrestati Cottone e Picone di Energetikambiente

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Due funzionari di Eneregetikambiente sono stati arrestati dai carabinieri forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo, e posti ai domiciliari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Si tratta del 53enne alcamese Benedetto Cottone, procuratore di secondo livello con mansioni di capo-cantiere dell’impresa che da circa un decennio, prima con la denominazione di Aimeri Ambiente, si occupa della raccolta dei rifiuti ad Alcamo, e dell’architetto Giovanni Maria Picone, 48 anni di Erice, responsabile operativo della stessa azienda per l’Italia meridionale. Le pesanti accuse, che si avvalgono anche di intercettazioni telefoniche e captazione di immagini, sono quelle di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale.

Le indagini sono scattate nel settembre dello scorso anno e sono state condotte dai carabinieri del Nipaaf, il Nucleo Investigativo Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale sotto la direzione dei procuratori Sabella, Scaletta e Siani. Secondo l’accusa per diverso tempo sono andati avanti lo sversamento del liquido prodotto dalla frazione organica dei rifiuti e la dispersione delle terre da spazzamento prelevate durante la pulizia delle strade. In questa maniera da un lato veniva  procurato un significativo abbattimento dei costi in favore di Eenergetikambinete, dall’altro si causavano evidenti deterioramenti all’ambiente costantemente sottoposto agli illeciti sversamenti. Le operazioni inquinanti venivano effettuate in un’area, fra i comuni di Balestrate e Partinico,  originariamente destinata ad autoparco aziendale della stessa azienda ma poi impiegata come centro occulto di stoccaggio e smaltimento rifiuti speciali ed urbani, pericolosi e non.

Oltre agli arresti domiciliari di Cottone e Picone sono state effettuate perquisizioni nelle sedi operative della società nelle province di Palermo e Trapani con il conseguente sequestro preventivo, oltre che dell’area oggetto degli sversamenti, anche di dieci autocarri adibiti al servizio di raccolta e trasporto rifiuti e di vasta documentazione. Carteggi e documenti sono stati acquisiti dai carabinieri forestali anche presso l’ufficio ambiente del Comune di Alcamo. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno consentito di individuare gran parte delle persone che hanno materialmente concorso alla realizzazione dei gravi reati ambientali. Risultano infatti indagate, in concorso con gli arrestati, altre otto persone e tutte dipendenti della Energeticambiente. La stessa azienda è stata anche deferita all’autorità giudiziaria per gli illeciti previsti in materia di responsabilità amministrativa per le persone giuridiche. Dall’operazione potrebbero adesso svilupparsi ulteriori ipotesi di reato a carico di alcuni profili connessi alla possibile turbata libertà degli appalti.