‘Guerra carburanti’ fra TAR e indagini. Comune concede variante, scompare parcheggio

Alcamo ha strade di accesso al centro abitato davvero anacronistiche, soprattutto quasi impraticabili da parte dei mezzi pesanti. Poi, nonostante abbia uno dei rapporti abitanti-autovetture più elevato d’Italia, la larghezza delle vie urbane e l’intera viabilità non sono per nulla adeguate. Gli ingorghi e le situazioni paradossali sono all’ordine del giorno soprattutto qualora entrino in città grossi TIR.

Per provare a risolvere il problema, quando fu approvato il piano parcheggi dalla giunta Ferrara, venne ipotizzata la necessità di creare un’area di interscambio per gli automezzi pesanti. In pratica semi- articolati e tir, i cosiddetti ‘bisonti della strada’, si sarebbero dovuti fermare alla periferia di Alcamo, trasferire la merce su furgoni più piccoli ed evitare di inoltrarsi nel tessuto viario urbano. Si sarebbe dovuta quindi creare un’area attrezzata in tal senso che venne individuata nel parcheggio automezzi pesanti in contrada Gammara, fra la SP 47 e la statale 113. Un sito molto vasto che aveva quindi due possibilità di accesso molto transitabili.

Quell’area adesso non c’è più, anzi per meglio dire un terzo di quel sito pianificato dal piano regolatore generale. La parte rimasta è quella meno pianeggiante e più vicina a una pericolosissima curva della provinciale. Il consiglio comunale di Alcamo, il 15 maggio del
2018, con i voti favorevoli della maggioranza ma anche di Dara, Ruisi e Messana dell’opposizione, aveva infatti votato la varante urbanistica trasformando un’area di interesse pubblico in  area privata di servizio carburanti.

Quasi 2.365 metri quadri sottratti a un fine pubblico, anzi almeno a due, perché la zona era stata anche individuata come area attrezzata per la protezione civile. I vincoli per gli espropri previsti per tali scopi
dal PRG erano decaduti ma non venero reiterati. Insomma l’importante e necessario strumento per alleviare il caotico traffico cittadino, non è stato più pianificato né in quel sito e nemmeno altrove.

La storia, comunque, va avanti da quasi un decennio da quando
una ditta castellammarese di carburanti, divenuta proprietaria del terreno, aveva avanzato regolare richiesta al comune di Alcamo per
realizzare la sua stazione in zona Gammara. La variazione di destinazione d’uso, proprio alla luce della precedente pianificazione urbanistica, non venne però predisposta e approvata né dalla giunta Bonventre e nemmeno dal commissario Arnone.

Nel frattempo si andava avanti, fra Procura e TAR, perché il titolare di una pompa di benzina che sorge a valle, a poche decine di metri,
aveva intrapreso diverse strade legali per tutelare i suoi interessi. Ci sarebbe stata anche un’indagine dei carabinieri di Alcamo. Il TAR ha però dato ragione alla ditta castellammarese che adesso, per aprire gli impianti, dovrà osservare alcune prescrizioni. Anche su quest’ultimo passaggio dovrebbe pronunciarsi il tribunale amministrativo alla luce di un ennesimo ricorso.

Intanto il ‘rivale’ alcamese, che sostiene ancora di essere stato danneggiato, avrebbe intenzione di riprendere le sue battaglie legali. Insomma ancora non è ipotizzabile quando e se l’impianto potrà cominciare a lavorare e con quali e quanti servizi. Resta comunque da capire perché mai una delle poche aree libere presenti sul territorio di Alcamo sia stata sottratta in buona parte ad un
interesse pubblico da parte dell’amministrazione comunale in carica. Poi, però, quando fiere o circhi chiedono spazi al Comune di Alcamo, la risposta è sempre la stessa: “Non ce ne sono”. Ma questa è un’altra storia!