Fondi per bene confiscato, il TAR dà ragione all’ufficio legale del comune di Alcamo

L’ufficio legale del comune di Alcamo, guidato dall’avvocato Silvana
Calvaruso, ha definitivamente ottenuto vittoria nell’iter giudiziario-
amministrativo relativo all’immobile di Alcamo Marina confiscato alla
famiglia Nicastri. In un primo momento il comune era stato escluso dal finanziamento per un errore formale nell’istanza con un decreto della regione del 10 agosto 2018, poi il ricorso al TAR predisposto dall’avvocato Calvaruso e nel luglio scorso la sospensiva emessa dal tribunale amministrativo che adesso ha definitivamente accolto le ragioni dell’ufficio legale del comune di Alcamo.

In buona sostanza il TAR ha accolto il ricorso annullando i provvedimenti impugnati dall’amministrazione comunale alcamese. Il finanziamento da 600.000 euro diventa quindi valido a tutti gli effetti nell’ambito degli interventi di recupero funzionale e riuso di vecchi immobili di proprietà pubblica in collegamento con attività di animazione sociale e partecipazione collettiva, inclusi interventi per il riuso e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati alle mafie”.

Il progetto del comune di Alcamo mantiene quindi il sesto posto nella graduatoria e prevede “lavori di manutenzione straordinaria per la riqualificazione ai fini sociali e collettivi di un immobile confiscato ad Alcamo Marina (ndr quello appartenente all’imprenditore Vito Nicastri), degli spazi esterni e relativo arredo per migliorarne la fruibilità e la sicurezza. Qui nascerà una struttura dedicata ai minori, ma non solo, per la fruizione diretta del mare in favore dei disabili. Davanti all’immobile, consegnato al comune di Alcamo nel 2017,
partirà una passerella sulla spiaggia per rendere più agevole l’accesso al mare alle persone diversamente abili.