Rifiuti in strada in città, Alcamo Marina ‘pattumiera’. Surdi: “Comuni senza alcuna responsabilità”

Uno dei cumuli di Alcamo Marina

“Sono tanti i comuni siciliani che, da anni, hanno fatto sacrifici per la differenziata ed oggi sono in ginocchio senza alcuna responsabilità”. Lo afferma senza tanti giri di parole il sindaco di Alcamo, Domenico Surdi. Bisogna però aggiungere che in alcuni comuni conifnanti, ad esempio Balestrate e Castellammare del Golfo, non c’è immondizia lasciata per strada e la raccolta sta rispettando i turni. Ad Alcamo, invece, se non è emergenza rifiuti, molto poco ci manca. La città è ancora molto sporca e ieri soltanto un autocompattatore è riuscito a scaricare negli impianti della Trapani Servizi.

Lo stesso decreto regionale ha fatto anche confusione con un refuso, corretto solanto verbalmente ma non per iscritto, assegnando ad Alcamo la quantità di RSU concessa invece a Castellammare del Golfo e viceversa. La cittadina alcamese quindi dovrebbe potere scaricare 21 tonnellate al giorno e quella del Golfo 4. Tranne imprevisti e altre priorità dell’impianto trapanese come accaduto ieri.

Gli uffici della Direzione 2, diretta dall’ingegnere Dorotea Martino, su spinta della commissione consiliare starebbero pensando ad avviare un calendario straordinario, soltanto per alcune settimane, con due giornate dedicate alla raccolta dell’indifferenziato, allo stato
attuale prevista soltanto per il martedì. Bisognerà poi vedere cosa accadrà con gli impianti necessari a conferire la spazzatura raccolta.

La situazione rifiuti ad Alcamo rimane certamente problematica. Le cose vanno anche peggio ad Alcamo Marina, in diversi angoli della frazione balneare dove risiedono anche d’inverno circa 1000 famiglie. I chilometri della strada principale, la statale 187, sono
davvero diventati una discarica a cielo aperto. Ecco che necessita un intervento straordinario corposo ma la ditta ‘FL Mirto’ sta per completare il suo incarico e fare ciò, in un clima quasi di smobilitazione, appare abbastanza difficile.

La Cilcat, il nuovo gestore, sta dal suo canto ancora lavorando per raggiungere un’intesa con i sindacati. Insomma diversi aspetti che probabilmente lasceranno così, in condizioni di degrado ambientale, Alcamo Marina: una pattimiera a cielo aperto. Sia chiaro, anche la Regione ha le sue responsabilità e le sue belle gatte da pelare per arginare l’ennesima emergenza rifiuti. L’assessore all’Energia
Alberto Pierobon ha quindi predisposto un decreto con il quale si da il via alla formazione di una commissione d’inchiesta e di verifica della regolarità delle autorizzazioni degli impianti di rifiuti in Sicilia, all’indomani della chiusura, per irregolarità amministrative, della piattaforma della Vincenzo D’Angelo.

“Finalmente viene fatto ciò che avevo richiesto nel luglio del 2019, dopo il caso Arata – ha detto la parlamentare regionale di Attiva Sicilia, l’alcamese Valentina Palmeri -. L’apposito ordine del giorno venne votato dall’ARS ma la commissione d’indagine su
tutte le autorizzazioni rilasciate non venne mai istituita – ha concluso l’ex esponente del M5S – ma venne avviata soltanto un’indagine in commissione anti-mafia sul ciclo dei rifiuti”.