Famiglie alcamesi del 1° turno senz’acqua da 11 giorni, dovranno attendere fino a domenica

Da undici giorni non ricevono una goccia d’acqua. Sono numerose famiglie alcamesi approvvigionate dal primo turno. L’ufficio acquedotto, ad onor del vero, ha aperto un paio di volte le saracinesche di quella vasta zona ma l’acqua erogata è stata così poca e con così scarsa pressione che in molte case non è arrivata. In serata si completa il terzo turno ma domani non ricomincerà il giro. La falla apertasi in contrada Valguarnera è stata riparata ma necessitano ore per fare accumulare l’acqua in arrivo da Dammusi alle gallerie del bottino che, ad Alcamo, ha una capienza di 10.000 metri cubi.

Insomma le famiglie del primo turno che non vedono acqua da 11 giorni dovranno rimanere ancora a secco fino a domenica. Una situazione davvero insostenibile per una civiltà moderna, un film ad Alcamo visto e rivisto. Alcune zone della cittadina sono rimaste completamente a secco e le abitazioni hanno svuotato le cisterne. Ieri un paio di donne si sono recate a protestare al palazzo di città. Un’iniziativa sporadica che però, nei prossimi giorni, potrebbe anche essere incrementata. Gli alcamesi infatti mugugnano perché pagano sempre per intero, tranne alcune agevolazioni, il canone del servizio idrico e poi sono anche costretti a pagare il servizio a domicilio tramite autobotti.

L’amministrazione Surdi, per evitare nuove crisi idriche, ha in programma d realizzare una nuova conduttura che dal by-pass di Cannizzaro porti l’acqua al bottino. Potrebbe essere una soluzione interessante per dare ugualmente un po’ d’acqua qualora si rompesse la lunga condotta che giunge in città dalle sorgenti del partinicese. Poi c’è sempre il contratto, sottoscritto ma mai attuato, per il potabiliizzatore di Cicala. Da lì, a cascata e senza arrivare al complesso sistema di pompaggio,  potrebbero arrivare circa 20 litri di acqua al secondo.