Ex Provincia su “Allmayer”: valzer di rinnovi, rescissioni, revoche e avviso pubblico mai citato finora

Sono tanti i passaggi tecnici e le vicende  di cui mai si è parlato nella lunga storia intrapresa dal Libero Consorzio Comunale di Trapani, l’ex provincia regionale, per mantenere o dismettere l’affitto dei locali del liceo Fazio Allmayer del viale Europa ad Alcamo oppure per procedere all’acquisto dello stesso immobile. Tanto per cominciare non scade nulla e nulla deve essere rinnovato: il contratto di locazione termina il 31 dicembre 2022.

Finora la verità è stata quasi esclusivamente quella raccontata nei comunicati del commissario dell’ente intermedio Raimondo Cerami ma esiste anche una verità, praticamente opposta a quella, esplicitata, con documenti e date alla mano, dai proprietari dell’edificio, gli eredi del professore Rosario Corso. Per esempio, soltanto nella conferenza di servizi svoltasi un paio di mesi fa, è venuto fuori che il Libero Consorzio aveva indetto un avviso pubblico per l’acquisto di un edificio da adibire ad uso scolastico ad Alcamo, proprio per il Vito Fazio Allmayer. A quella gara, scaduta il 27 novembre scorso, partecipò soltanto la famiglia Corso che, per migliorare e adeguare ulteriormente i locali, effettuò interventi, con relazioni di ben tre tecnici, per un totale di quasi 15.000 euro.

La proposta dei proprietari fu di 5.415.000 euro per l’edificio già utilizzato dalla scuola, l’area circostante, un terreno e due stanze attualmente non a disposizione del liceo: in tutto circa 3.200 metri quadri. Entro il 27 gennaio il Libero Consorzio avrebbe dovuto dare una risposta a quella che era stata l’unica proposta presentata e invece, quattro giorni dopo, inviò ai proprietari una PEC con cui annunciava la rescissione del contratto, decisione anche comunicata per conoscenza al sindaco Domenico Surdi.

A proposito di contratto (in vigore come già detto fino al 31 dicembre 2022) dopo il rinnovo di fine 2016, fatto nei tempi e senza batter ciglia, (nonostante si fossero già liberati i locali di proprietà in contrada Sasi di Calatafimi), l’ex provincia soltanto sette mesi dopo comunicò la volontà di recesso per lasciare i locali a giugno 2018. Volontà poi revocata dopo l’intervento finanziario ad hoc della Regione volto proprio a pagare per tre anni l’affitto del plesso del viale Europa: tre anni che fra altro non sono ancora terminati, tecnicamente ne mancherebbe ancora uno.

Ma cosa invece è accaduto dopo che il Libero Consorzio e il suo commissario Cerami sono tornati alla carica, il 31 gennaio per rescindere il contratto di locazione e lasciare quindi l’istituto il prossimo 31 di luglio? Innanzitutto l’ente intermedio avanza agli eredi Corso una proposta di acquisto con una somma ben al di sotto delle valutazioni ufficiali dell’Agenzia del Territorio: 2.635.000 euro quando il minimo previsto dalle tabelle è di almeno 3.800.000. Inoltre la somma sarebbe stata pagata in 6 anni, senza interessi. Vale a dire circa 440.000 euro ogni anni, poco più del doppio dell’attuale affitto.

I proprietari hanno tempo due settimane per rispondere e lo fanno il 15 aprile con altra PEC proponendo 4.800.000 per l’acquisto, oltre 600.000 euro in meno rispetto all’offerta di risposta all’avviso pubblico del novembre scorso, pagabili in tre anni, senza interessi e con il pieno possesso immediato dei locali per il Libero Consorzio. A questa recente proposta, l’ex provincia regionale di Trapani non ha ancora risposto ma ha già divulgato quel comunicato in cui ha ribadito la volontà di recedere dal contratto.

In questa intricata vicenda bisogna infine fare altre due considerazioni. La prima: nel corso degli anni i proprietari hanno via via abbassato l’ammontare del canone di locazione che da circa 235.000 all’anno è adesso passato a 196.000. La seconda: l’edificio è assolutamente a norma anche con le recenti norme antisismiche, è stato via via adeguato dai proprietari e quindi non necessita di alcun altro intervento. Per non parlare della volontà degli eredi del professore Rosario Corso che realizzò quei locali proprio per ospitare una scuola. i figli vorrebbero che le cose rimanessero tali ma non intendono certamente svendere.