Dimensionamento scolastico, Alcamo, l’intero ‘Pirandello’ all’IC ‘Navarra’. A Castelvetrano l’IC ‘Di Matteo’

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Il primo decreto portava conteneva qualche errore tra i codici meccanografici che identificano le varie scuole e ad Alcamo si era così creata apprensione per il plesso ‘Pirandello’ che avrebbe avuto due istituti comprensivi diversi di riferimento. Poi l’assessorato regionale all’istruzione ha immediatamente effettuato le dovute correzioni e tutto è ritornato nelle previsioni.

L’intero plesso scolastico alcamese, l’ex Orto di Ballo, sia le classi elementari che quelle dell’infanzia, entrano a fare parte dell’istituto comprensivo ‘Nino Navarra’. Il dirigente scolastico Giacomo Raspanti ha già inviato un caloroso benvenuto agli alunni che attualmente frequentano il plesso ‘Luigi Pirandello’ di Alcamo. L’istituto che manterrà tutti gli altri plessi di cui già dispone. Il decreto ha dato alla luce all’istituto comprensivo ‘San Giovanni Bosco’ che mette dentro la scuola media Pietro Maria Rocca dell’omonimo istituto comprensivo soppresso.  La nuova istituzione che avrà sempre la sede centrale in via Pia Opera Pastore, mantiene i plessi dell’infanzia che aveva già in dotazione e acquisisce anche quello delle ‘Sorelle Agazzi’. All’istituto Bagolino vanno invece il plesso Lombardo Radice, infanzia e primaria, e il plesso Ciullo. Nessun movimento per l’istituto comprensivo Mirabella-Montessori.

A Castelvetrano, invece, dopo le polemiche per il mantenimento della denominazione ‘Giuseppe Di Matteo’ e le proteste del sindaco Enzo Alfano, le battaglie hanno raggiunto l’obiettivo desiderato. È nato infatti, come si legge anche nella delibera del provveditore agli studi Antonella Vaccara, l’istituto comprensivo ‘Giuseppe Di Matteo’ con il coinvolgimento dell’ex secondo circolo didattico intestato al piccolo Giuseppe, vittima di mafia, e del plesso Ruggero Settimo. Sono in tutto dodici, in provincia di Trapani, le istituzioni scolastiche interessate dalle modifiche apportate dalla Regione alla luce delle norme nazionali sul numero di studenti necessario agli istituiti per mantenere la loro autonomia.