Castellammare senza depuratore, imputato anche Coppola: “Gravi ritardi, ma altri non pagano”

La recente audizione del procuratore Agnello, alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate, ha puntato nuovamente i riflettori anche sui tanti comuni della provincia di Trapani che non hanno impianti di depurazione o, se li hanno, sono malfunzionanti. Diversi amministratori comunali ma anche ditte che gestiscono i depuratori, come quella che opera ad Alcamo, sono indagati per reati ambientali. Fra questi anche l’ex sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Coppola, e l’ex ingegnere capo del comune Simone Cusumano.

L’attuale leader dell’opposizione consiliare ed ex primo cittadino ha confermato di essere sotto processo, assieme all’ingegnere Cusumano e da alcuni anni, per inquinamento ambientale. Coppola ha poi voluto raccontare dettagliatamente l’iter relativo alla progettazione del nuovo depuratore di cui si parla da anni. “A Castellammare del Golfo – dice in premessa – non c’è depuratore perché il vecchio impianto non è stato mai completato e attivato quindi i reflui sversano, dopo un pre-trattamento, direttamente a mare”.

Nicola Coppola ha poi snocciolato i passaggi del suo operato in questa vicenda: “Per 30 mesi circa (dall’insediamento al 2015) mi sono potuto occupare del progetto del nuovo depuratore che aveva una sua dotazione finanziaria di 18.300.000 euro. Dopo meno di un mese dall’insediamento, avvenuto il 11.06.2013, – ha specificato l’ex sindaco – è stata effettuata una riunione su mia convocazione  e del responsabile del 3° settore del Comune. In quell’occasione venne preso atto che indietro non si potesse tornare in quanto un gruppo di tecnici incaricati aveva già predisposto lo studio. La data di inizio vero dell’iter progettuale è praticamente questa”.

Da quel momento, secondo la memoria allestita da Nicola Coppola,
poteva iniziare il percorso di acquisizione di pareri propedeutici all’approvazione anche del progetto del porto, che ad oggi non esiste ancora, mentre la decisione di trasferire il sito dell’impianto depurativo aveva già prodotto, secondo l’ex sindaco, la conseguenza che il vecchio impianto di contrada Cerri non poteva più essere oggetto di ristrutturazione o trasformazione.

“Da allora l’amministrazione comunale castellammarese ha tenuto – racconta l’ex sindaco – 8 incontri di ricognizione presso l’assessorato Energia sempre con la presenza del sindaco; una pre-conferenza di servizi l’11 febbraio 2015 presente il sindaco; una conferenza di servizi l’11 maggio 2015 presente il sindaco. Poi ancora le
delibere su redazione della VAS e sull’avvio delle procedure di variante al P.R.G. quidi un incontro presso il Genio Civile di Trapani per la soluzione di interferenze presente il sindaco”.

Sono passati ben cinque anni dall’insediamento della gestione commissariale sulla depurazione, si rammarica Coppola, e solo ora sono stati affidati i servizi propedeutici alla progettazione e
realizzazione dell’opera. “Io ho pagato in termini politici – ha concluso l’ex primo cittadino – perché ritenuto responsabile della mancata realizzazione del depuratore e anche in termini
giudiziari per il presunto inquinamento delle acque. In queste condizioni qualunque sindaco, in assenza di depuratore, può essere ritenuto responsabile, mentre accade invece che i ritardi della gestione commissariale passino inosservati”.