Castellammare, niente acqua ne giorni di festa. Operai ex EAS non lavorano

0
260

Altra puntata nella storia infinita della messa in liquidazione dell’EAS, l’ente acquedotti siciliani, e nell’acquisizione forzosa degli impianti e delle condutture disposta da una norma della Regione. Tutti comuni interessati avevano poi inoltrato ricorso al TAR in quanto non intendevano sobbarcarsi reti e apparecchiature fatiscenti e bisognose di grosse somme per le loro riparazioni. Il tribunale amministrativo regionale ha dato ragione ai sindaci di Castellammare del Golfo, Buseto Palizzolo, Custonaci, Erice, Favignana, Gibellina, Paceco, Partanna, Salemi, Santa Ninfa, San Vito lo Capo e Valderice.

Adesso la nuova puntata. L’EAS, in liquidazione, non ha i soldi per pagare gli operai nel giorni festivi e l’erogazione dell’acqua viene sistematicamente sospesa. Seri disservizi si sono verificati a Castellammare del Golfo, guarda nel comune diretto dal sindaco Nicola Rizzo che è anche presidente dell’Assemblea Territoriale Idrica.  I problemi si sono registrati  in più quartieri della cittadina a causa dell’accavallarsi delle festività . la vicenda diventa anche grottesca perché non viene nemmeno autorizzato l’intervento degli operai comunali castellammaresi per aprire le saracinesche e attivare l’erogazione.

L’Eas è stato messo in liquidazione nel 2004 e una settimana fa la giunta Musumeci ha deliberato la liquidazione coatta dell’ente, così da liberare la Regione dalle passività e bloccare al contempo tutte le procedure di pignoramento. Il collegio dei revisori dei conti ha messo nero su bianco lo stato d’insolvenza, quantificando il disavanzo in 250 milioni di euro. Adesso, in attesa che il TAR provi a risolvere la vertenza dei comuni, la trattazione nel merito è stata rinviata a novembre, rimangono i disservizi, soprattutto quelli nelle giornate festive quando nessuno si reca ad aprire le saracinesche per l’erogazione dell’acqua.  Non ci sono i soldi per pagare gli operai anche se da metà gennaio è stata siglata una convenzione con l’Esa, l’ente sviluppo agricolo, proprio per «il trasferimento delle somme destinate al pagamento degli emolumenti».