Castellammare del Golfo-Unioni civili, prima celebrazione al Comune

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Castellammare del Golfo conosce per la prima volta un’Unione civile. A pochi mesi dall’introduzione della legge Cirinnà, del maggio 2016 con cui si riconosce l’unione anche sul piano normativo, e quindi dei diritti acquisiti, per le coppie dello stesso sesso, nella cittadina marinara è stato celebrato il rito. Una cerimonia semplice, che si è svolta nella nuova sala del cinquecentenario, al piano terra del palazzo municipale, alla quale erano presenti amici e parenti dei due artigiani di 39 e 44 anni che hanno scelto di essere una coppia a tutti gli effetti di legge dopo un rapporto che va avanti da sei anni. Una cerimonia storica perché la prima per l’appunto a Castellammare. “Castellammare si dimostra al passo con l’evoluzione della società ma senza alcun proclama o spettacolarizzazione  – dice il sindaco Nicola Coppola -. La nostra società può essere più civile, solo se si ha rispetto dell’altro e i diritti riconosciuti vengono applicati. Ringrazio gli uffici comunali per quanto predisposto e porgo i miei auguri alla coppia”. “Ci piacerebbe – hanno invece detto i due celebranti – che la gente capisse che l’amore e il rispetto che c’è tra due persone dello stesso sesso è tale e quale a quello tra persone di sesso diverso, dunque non conta l’identità. Speriamo che questo nostro gesto abbatta alcuni pregiudizi che ci sono ancora”. Gli atti dell’unione, indicanti i dati anagrafici, il regime patrimoniale e la residenza, secondo la legge vengono registrati nell’archivio dello stato civile. Le parti possono stabilire, per la durata dell’unione, un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi, anche anteponendo o posponendo il proprio cognome se diverso. Per il resto il testo normativo estende alle coppie dello stesso sesso i diritti previsti dal matrimonio civile. Unica differenzia sostanziale è quella che nelle unioni civili non vale l’obbligo di fedeltà anche se la prima stesura della legge lo prevedeva. Nel matrimonio eterosessuale è invece un obbligo regolato dal  Titolo VI del codice civile  in cui le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri: hanno l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione.