Acqua, Castellammare in crisi. Ad Alcamo salta ancora turno, insulti ai dipendenti

Grande caldo, piovosità ridotta al lumicino, condutture spesso colabrodo, programmazione in materia poco soddisfacente e nascita dell’ATO idrico che tarda ad arrivare. Così diversi comuni del trapanese si trovano a dovere fare i conti con la solita carenza d’acqua, soprattutto quelli particolarmente turistici ed in cui, di questi tempi, la popolazione triplica.

Tra questi Castellammare del Golfo, cittadina in cui le attività commerciali, soprattutto quelle ristorative, aumentano notevolmente gli affari e necessitano quindi di una quantità d’acqua maggiore. E’ il caso di pizzerie, ristoranti, bar di Cala Marina che vanno avanti grazie all’andirivieni di autobotti per l’approvvigionamento. La cittadina del Golfo viene rifornita dai pozzi di Inici che assicurano circa 28 litri d’acqua al secondo, poi quello di Costa Romito a Fraginesi  per una decina di litri e quindi quello di Scopello che, in estate, eroga 3 o 4 liti di acqua al secondo.

A queste fonti, anni fa, venne affiancato un pozzo privato mentre dal 2017 al 2019 è stato sottoscritto un accordo con Siciliacque per circa 2° litri al secondo. La situazione, a Castellammare del Golfo come in latri comuni, viene aggravata dalle vicende che hanno fatto scomparire, di fatto, l’EAS. Così alcune contrade, vedi Gagliardetta, non ricevono acqua da tempo immemorabile. In altre zone della stessa contrada è andata un po’ meglio: il prezioso liquido è pervenuto più di dieci giorni fa. Alcamo non sta molto meglio.

Ieri è saltata la distribuzione dell’acqua del terzo turno senza alcuna comunicazione da parte dell’amministrazione comunale. Terzo turno che anche poggi non riceverà alcuna goccia d’acqua. Il livello dei serbatoi del bottino è davvero molto basso. Siciliacque sta effettuando riparazioni e la poca acqua deve servire anche a rifornire le contrade che erano allacciate alla conduttura ex EAS.

I cittadini sono esasperati ma, probabilmente, sbagliano modi e bersaglio delle loro lamentele. Insulti e minacce ai dipendenti comunali del servizio acquedotto, purtroppo, si verificano quasi quotidianamente ma non hanno assolutamente alcuna giustificazione. Loro non fanno promesse e proclami ma operano soltanto per distribuire l’acqua, quando c’è.